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giovedì 18 dicembre 2014

La ricollocazione di Rhett


Oggi Rhett va a firmare il contratto. I giochi sono fatti, e purtroppo non è assolutamente finita come speravamo.
Rhett sarà sì assorbito dalla grande azienda di gestione aeroportuale ma verrà inserito coattamente in un reparto che proprio non gli piace: sicurezza. E come se non bastasse gli verrà pure abbassato il livello. In pratica è stato bellamente demansionato.  Da agente rampa , mansione super autonoma di gestione di tutto ciò che succede sotto un aereo a semplice guardia giurata. Pensare che Rhett era anche istruttore, tanta era la sua esperienza. 
Sono due giorni che non parla e fissa il vuoto . Inutile dire che è amareggiato, deluso, si sente umiliato. Non è stato nemmeno messo in condizioni di scegliere, o opporsi. Altri hanno scelto per lui.
Il passaggio di società, il salvataggio dei dieci più anziani , la sistemazione coatta nei vari reparti, senza nemmeno essere interpellati, senza nemmeno guardare alla qualifica individuale! 
Cosa dobbiamo dire, passerà. Sentiamo poi in giro di amici che hanno perso il lavoro, la mobilità non arriva, mesi senza stipendio...noi siamo ancora fortunati, anche se fare il ragionamento di "pensare a chi sta peggio" non è giusto. Uno non può costruirsi un percorso professionale in tanti anni e con tanta fatica e poi di punto in bianco essere spostato come una pedina a fare la guardia giurata con una mansione di ben 4 (quattro!!) livelli inferiori. Non si può!

venerdì 12 dicembre 2014

movimenti tellurici

Che dire.
Facciamo un po' di polvere in questo blog , che ogni tanto accantono. 
Sto passando un periodo di cambiamenti in ambito lavorativo, sono in corso tuttora e ancora non abbiamo raggiunto l'agognato equilibrio.
Da Settembre a questa parte è un continuo divenire di piccoli e grandi scossoni. Come sapete la società per la quale lavoro è fallita e siamo stati assorbiti da un'altra. Le mansioni non sono cambiate, ma il contratto è peggiorativo, chevvelodicoaffà ,altrimenti il bello dove sarebbe. Ci hanno tolto un sacco di riposi e di ferie.Insomma lavoriamo di più per essere pagati di meno.Prima lavoravo tre giorni alla settimana a 8 ore, ora cinque giorni a settimana a 6 ore. In pratica sono sempre al lavoro , proprio ora che sono diventata mamma e la cosa mi irrita alquanto. Ho cambiato quindi anche giro di colleghi, siamo tanti, quasi 300 nel mio reparto e ci si conosce tutti, perchè prima o poi lavori assieme a tutti, ma ci sono quelli con cui lavori praticamente sempre , perchè hanno lo stesso giro di giorni , stessi turni, stessa rotazione e stesse compagnie per le quali si lavora. Ora ho cambiato giro, le carte si sono mischiate per tutti e molti da semplici colleghi e colleghe  si stanno trasformando in amicizie interessanti, vediamone il lato positivo va'!
In ogni reparto i dieci con anzianità aziendale più alta sono stati "salvati" e, anzichè firmare con la nuova società, saranno assorbiti da quella più grande (e si spera più sicura)  di gestione aeroportuale. Rhett è tra questi. Da Settembre, in base agli accordi , è in cassa integrazione a zero ore ed entro Gennaio verrà assunto. 
A oggi, 12 Dicembre, non si sa ancora in che reparto finirà, quale sarà la sua nuova mansione e soprattutto che turni avrà. Ansia pura.
Finora sono stata tranquilla perchè sapevo che a casa col Cippi c'era lui. Io ho potuto fare i miei turni tranquilla. Da Gennaio ci sarà da organizzarsi e il Cippi finirà dai nonni per qualche ora tutti i giorni. Speriamo si abitui perchè finora le rare volte che è successo ha pianto tutto-tutto-tutto il tempo.
Speriamo in bene!

giovedì 27 marzo 2014

è un po' che non ti vedo !

Il momento è giunto. Prima o poi doveva arrivare. Era inevitabile.

Il mio rientro al lavoro.

Domenica 16 marzo , dopo un anno di assenza, sono rientrata al lavoro.

Ero in ansia, vero che avrei avuto a disposizione due giorni di affiancamento, ma rientrare in quel vortice di voli-accettazioni veloci-fai in fretta che il volo chiude-adrenalina a mille-corri di qua corri di là mi impensieriva, non ero più abituata.
E poi stavolta il pensiero fisso era a LUI, il mio Cippi, che avevo lasciato a casa.
Fortunatamente per ora io e Rhett tentiamo di fare turni più opposti possibili, in modo che il Cippi stia con uno o con l'altro, evitando di sovraccaricare mia madre. Purtroppo non è sempre possibile e il piccolino a volte deve essere affidato , per una o due ore , alla mia famiglia.
Per me ovviamente non esistono mani più sicure, mia madre non ha praticamente mai smesso di curare bambini, appena è cresciuta la mia ultima sorella è arrivata la nipotina, quindi il giro non si è mai interrotto. 
Il problema è che il piccolo è ancora molto attaccato a me e la prima volta che ho dovuto a lasciarlo a mia mamma per quattro ore ha pianto per un'ora di fila. Finchè si è trattato di giocare o mangiare nessun problema, ma quando è arrivato il momento della nanna è andato in crisi. E io con lui . Penso però che le difficoltà di inserimento ci siano per tutti i bimbi. E quindi prima o poi si abituerà. Spero.

Ma veniamo al mio rientro.
Premessa: lì dentro siamo in tanti, anche nello stesso reparto siamo tanti colleghi, giriamo su turni di 24 ore e 7 giorni su 7, con contratti diversi , chi lavora 4 ore, chi 6 , chi 8. Chi part time orizzontale e chi , come me, verticale, ovvero 3 giorni fissi a 8 ore. Chi ha turni fissi di mattina, chi di sera e chi invece gira a rotazioni alterne, mattine e pomeriggi. Chi sta sempre al terminal 1 e chi sempre al terminal 2, e chi, la maggior parte, lavora un po' di qua e un po' di là.
Quindi è evidente che ci sono colleghi che vedo più spesso e altri che vedo solo quando "girano" in una turnazione a me favorevole. Ovvero devono coincidere  lo stesso giorno, la stessa fascia oraria e lo stesso terminal. Ci sono quindi colleghi che vedo poco.Possono passare mesi prima che ci si incroci di nuovo. Capita quindi che non ci si accorga subito dell'assenza di una persona. Spesso dopo mesi e mesi ci si rende conto che da un bel po' non si vede più un collega. E si comincia a chiedere in giro: "Maaaaa.....è un po' che non vedo più Tizio...."  "Ma come non lo sai? è a casa in infortunio/malattia /cassa integrazione /maternità/ha cambiato reparto/si è licenziato 6 mesi fa!!!" "Ah davvero?"
Nello specifico alcuni colleghi non si sono mai accorti che io sono stata assente ben un anno. Pochi per fortuna. Il problema è che questi pochi erano in turno tutti concentrati nel pomeriggio di domenica 16 marzo.
Quando la sottoscritta Scarlett ha fatto il suo timido esordio in reparto , con un sentimento misto tra il timore e il magone , non se l'è cagata nessuno. 
Che dire? è stato triste, nessuna faccia amica, le colleghe con cui ho rapporti di amicizia erano in ferie o di riposo o in permesso festivo. è periodo di grandi ferie, la dirigenza ha deciso di far smaltire le ferie in eccesso e molta gente è a casa. Quindi mi sono ritrovata in turno con colleghi che mi biascicavano un ciao poco convinto come se mi avessero visto un'ora prima. 
Decido di  assistere a un imbarco, molte procedure sono cambiate e vorrei aggiornarmi . Due  colleghi  mi vedono arrivare e " Che ci fai qui anche tu? Non dovremmo essere solo in due qui? Come mai siamo in tre?"  "Veramente sarei in affiancamento" "In affiancamento??? TU? E perchè mai?"  "Rientro oggi dalla maternità, è un anno che sono a casa." "Ah davvero?" "Sì".
Vado a vedere un check in. Una collega mi fissa. "hai cambiato colore di capelli? è un po' che non ti vedo...!"
Sono tornata  a casa con più magone di prima. Chi me l'ha fatto fare di rientrare? 

Fortunatamente dal giorno dopo tutto è cambiato. Ho incontrato un sacco di colleghe che mi sono corse  incontro, baci, abbracci, bentornata, sei dimagrita (ebbene sììììììì !!!! ) com'è il bimbo, fa vedere le foto, è bravo?dorme? mangia? fa la cacca?   
Ecco il bello di avere tanti colleghi che non girano tutti allo stesso modo è che ogni giorno ne incontri di diversi e ogni giorno è tutto un baci, abbracci, bentornata, sei dimagrita, com'è il bimbo, fa vedere le foto, è bravo? dorme? mangia? fa la cacca? 
E molti devo vederne ancora. è tutta una festa e sono contenta che sia così.è il lato bello del mio lavoro. 
E non credevo a chi mi diceva: "Vedrai, ti farà bene rientrare al lavoro, parlare coi colleghi, svagarti un po',uscire dalla routine mamma-bimbo!" Devo ricredermi. Pur adorando stare a casa col piccolo, ho sinceramente apprezzato il fatto di dovermene distaccare qualche ora , è una vera boccata d'ossigeno, posso parlare e muovermi tranquilla senza dover tenere continuamente 8 chili  di anguilla in braccio , che non vuole stare nella sua sdraietta nè nel suo lettino ma che vive in simbiosi con me. 
Fortuna che esistono i congedi per allattamento, così l'orario è ridotto e il turno passa in fretta per correre a casa e riabbracciare il mio Cippi!!!!!

domenica 19 gennaio 2014

CI SONO DONNE CHE AMANO TALMENTE TANTO IL LORO LAVORO ...

.
... da essere diventate spietate carrieriste.
... da andarci fino al nono mese di gravidanza. Volontariamente. E non sto parlando di lavoratrici in proprio, bensì di impiegate bancarie, dove sei solo un numero.
... da rientrare dalla maternità quando il bambino ha solo 5 mesi, perchè a casa si annoiano a morte.
... da uscire di casa  la mattina alle 7 e rientrare a casa la sera alle 19,30 e non importa se vedono i figli solo un'ora e mezza al giorno.
... da commentare acidamente la collega che non fa un minuto di straordinario perchè deve correre a casa dai figli. E c'è da lavorare, che diamine!
... da dire frasi agghiaccianti a proposito della cugina che si assenta dal lavoro quando il figlio è ammalato, quali  "Lei è il classico esempio di persona che fa pentire un datore di lavoro di avere assunto una donna".
... da andare lo stesso al lavoro anche con la nausea forte, in occasione della seconda gravidanza, " Tanto ho il bagno di fianco all'ufficio, posso vomitare anche lì".
... da elogiare il buon esempio di Michelle Hunziker , che ha partorito e 48 ore dopo era di nuovo al lavoro, contrariamente alla sottoscritta, secondo la quale quella benedetta ragazza il buon esempio non l'ha dato per niente, anzi ha creato un pericoloso precedente.

La donna in questione sopracitata da me descritta è nientepopodimeno che MIA SORELLA, quella di mezzo.
Oggi a tavola abbiamo avuto una brutta discussione, la pensiamo in maniera diametralmente opposta sulla questione lavoro-maternità e se ne è uscita con alcune frasi davvero infelici. Purtroppo antepone il lavoro alla figlia, al marito e anche al figlio in arrivo. Da sempre . Il lavoro prima di tutto. Insegnamento arrivatole da mio padre. Uguale uguale. Il lavoro nobilita. Tu SEI il lavoro che fai. 
I figli?
Li curerà qualcun'altro.
Hanno da fare, loro.

martedì 18 giugno 2013

A volte ritornano...

Mi è sempre piaciuto insegnare, per questo non ho mai smesso di dare ripetizioni private a studenti.
Sebbene abbia frequentato il liceo psico-pedagogico, ho presto rinunciato a fare dell'insegnamento una professione. L'esperienza di una supplenza di due settimane in una scuola elementare mi aveva fatto capire che forse non ho il carattere per gestire una classe intera di irrequieti bambini, specie se piccolini . L'esperienza poi di una estate intera presso un centro estivo mi ha fatto talmente odiare i genitori (sì, anche al centro estivo rompevano per qualsiasi cosa e se osavi sgridare il loro angioletto l'indomani si presentavano col coltello tra i denti e ti segnalavano al capo, sempre) che ho messo una pietra sopra all'esperienza dell'insegnamento. Basta, ho cambiato settore. E non che ora non prenda rabbia nell'avere a che fare con insopportabili passeggeri, ma il rapporto è diverso, è più da toccata e fuga.
Il mondo della didattica però mi ha sempre affascinato. Lo studio, la scuola, i programmi.
Fortunatamente ora sono a casa in maternità e l'aeroporto lo vedo col binocolo, meno male, avevo bisogno di uno stacco soprattutto emotivo da quel freneticissimo stile di vita. Quest'estate per la prima volta non sarò immersa in un'orda caotica di passeggeri ma me la  godrò a casa. E non mi par vero.
Manco a farlo apposta, sono stata assalita da un esercito di maturandi angosciati. 
Scherzo, in realtà non sono proprio un esercito , sono il solito Svania (che seguo da quando frequentava la seconda media, oddio come sono vecchia....) e una sua compagna di classe. 
Costoro ora hanno preso l'andazzo di venire da me TUTTI i giorni, tranne la domenica. 
Con Svania facciamo esclusivamente inglese, che tanto comunque non gli entra nè mai gli entrerà in testa mentre  la sua compagna si è rivolta a me inizialmente per inglese poi, successivamente, colta dall'angoscia totale e globale per gli imminenti esami , ha deciso che IO l'avrei aiutata in inglese, storia, italiano , psicologia e nella stesura della tesina. Oggi abbiamo persino fatto due temi in previsione dello scritto di domani.
Io , figurarsi, io che non tocco un libro di storia da quando frequentavo le scuole superiori e che ho sempre trovato pesantissimo studiare capitoli e capitoli di avvenimenti. Ancora oggi uno dei miei peggiori incubi è sognare la prof che mi vuole interrogare in storia e io che non mi ricordo nulla. Io non sogno l'esame di maturità quanto l'interrogazione di storia. E ora, ironia della sorte, trascorro pomeriggi interi a sorbirmi Giolitti, prima guerra mondiale, rivoluzione russa , avvento del fascismo e via discorrendo. 
Ciò che trovo incredibile è che quanto sei a scuola e ti tocca studiare queste cose , in tempi strettissimi, in vista di un'interrogazione e soprattutto assieme a tante altre materie, giungi a  sentirne il carico insopportabile, e magari ad odiarle anche.
20 anni dopo mi ritrovo mio malgrado a riaprire un libro di storia e ad affrontare gli stessi argomenti che mi opprimevano. Ovviamente ora non ho nessuna interrogazione in programma e non devo rendere conto a nessuno di ciò che io apprendo. Faccio riassunti assieme all'alunna e la aiuto nell'esposizione, quindi inevitabilmente mi ritrovo ad elaborare le informazioni che ricavo dal libro.E vi dirò. Mi piace. Mi piace tantissimo e trovo tutto veramente interessante, e ora capisco bene quando la mia insegnante ai tempi diceva che "la storia si ripete", altrochè, crisi, depressioni , inflazioni , ribellioni da parte dei ceti sociali deboli , guerre e poi boom economico. Alleanze , corruzioni e colpi bassi tra le nazioni DA SEMPRE . Ora capisco molte cose.Ora che ho la mente più sgombra posso soffermarmi ad approfondire tanti aspetti, ora capisco anche perchè Mussolini aveva  avuto negli anni un consenso sempre crescente nonostante ammettesse palesemente l'uso della violenza.
Insomma, mi sto esaltando un sacco, anche nello stendere la tesina , nell'analizzare i testi di D'Annunzio e nel comporre i saggi brevi per l'esame di maturità. Ah dimenticavo, ho anche ascoltato tutta un'esposizione sulla nascita della fotografia e nello specifico sui fotografi americani nel periodo tra le due guerre. Argomento interessantissimo di cui non sapevo proprio nulla. (I ragazzi frequentano un istituto di grafica pubblicitaria).
Insomma, sono contentissima di avere le giornate impegnate nel fare ciò, mi piace molto e sono più entusiasta io di loro! Per forza , non devo mica sostenerli io gli esami, he he....
IN BOCCA AL LUPO RAGAZZI!!!

venerdì 10 maggio 2013

Choosy Maryland colpisce ancora

Innanzitutto vorrei ringraziare tutte gli amici/amiche che sono passati di qua a darmi una pacca sulla spalla.
Il peggio è felicemente passato, non sto ancora benissimo ma mi sto riprendendo a vista d'occhio, nulla in confronto al terribile primo trimestre, anzi quadrimestre .

Oggi è passata da me l'amica Maryland, la mia amica very choosy che non sa ancora cosa vuole dalla vita.
è una cara ragazza, mi ha portata fuori a fare un giro e mi ha fatto passare un pomeriggio davvero spensierato come non succedeva da tempo.
Tra una chiacchiera e l'altra il discorso è andato sul tema LAVORO, e lì mi sono promessa di ascoltare e basta , di non proferire parola per sentire cosa questa volta Maryland avrebbe tirato fuori dal cilindro. 

E anche questa volta le sorprese non sono mancate.

Ricordo che Choosy M. vive coi soldi della cassa integrazione, che arrivano un mese sì e tre no e con i soldini dell'invalidità . E soprattutto è una trentaseienne nel pieno delle forze che oramai da due anni buoni è disoccupata. Ha ricevuto un sacco di proposte di lavoro in ambito aeroportuale, dove ha lavorato per 15 anni ricoprendo le mansioni più disparate ma niente, non ha accettato nulla perchè voleva cambiare vita.

Ora mi ha raccontato che tramite un'agenzia di selezione del personale ha fatto due colloqui in due grosse aziende di revisione dei conti, e che entrambi le sembrano andati molto bene.
Il primo in una azienda in una città a noi adiacente, quindi comodo da raggiungere,  un centinaio di dipendenti, età media 30 anni, ambiente carino e che le ha fatto un'ottima impressione. Ricoprirebbe un ruolo impiegatizio di assistente alla direzione, il che non le dispiacerebbe affatto, ma solo per una sostituzione maternità, poi si vedrà. Il problema è che dopo due colloqui non sa ancora nulla, sta ancora spettando una risposta , nonostante l'azienda abbia dato all'agenzia un feedback molto positivo su di lei, facendo ben sperare.
Il secondo colloquio invece è presso una grossa e famosa multinazionale situata in centro a Milano, sempre nell'ambito della revisione dei conti. Le hanno fatto tre colloqui in una settimana e le hanno già proposto un contratto a tempo INDETERMINATO e un inquadramento ottimo, un commerciale al terzo livello. Deve dare una risposta entro lunedì. Una persona qualsiasi al suo posto sarebbe entusiastissima. Lei ovviamente no.

"è un ambiente grandissimo, pieno di formalità e di fighette in tailleur che ti guardano dall'alto al basso , i ragazzi poi dovresti vederli, tutti giovani e tutti vestiti come dei pinguini, giacca e cravatta e 24 ore, che tristezza, a quell'età dovrebbero girare con le sneakers e con i jeans a cavallo basso, è tutto così deprimente! E io dovrei fare avanti e indietro vestita di tutto punto tacchi e tailleur? a me che piace stare comoda! E poi io non ho certo voglia di fare la pendolare , ma ci pensi? Prendere il treno all'alba, poi due fermate di metropolitana (DUE!!) e poi la sera tornare e vedere che la tua giornata è già finita, no no no ma che vita è?"

Le faccio notare che avrebbe comunque la stazione dietro casa, andrebbe a prendere il treno a piedi e quindi non avrebbe più bisogno dell'auto, che sarebbe già un buon risparmio, e poi diamine, non sarebbe certo l'unica pendolare su questa terra! Da noi in quaranta minuti sei a Milano, e poi lei è sola, non ha un compagno nè figli, per un periodo può anche permettersi di fare gli orari che il nuovo impiego richiederebbe senza dover sacrificare tempo a una famiglia. Niente da fare, Choosy M. è decisa a rinunciare anche questa volta, preferirebbe di gran lunga l'impiego offertole nella città a noi vicina, ma se poi non si dovesse concretizzare?

Ha espresso queste sue perplessità anche alla responsabile dell'agenzia di selezione, la quale è rimasta basita , un sacco di gente ucciderebbe per un posto in un'azienda così prestigiosa , non dimentichiamo che lei ha tutti questi vantaggi perchè questi posti sono a disposizione per categorie protette, altrimenti non avrebbe tutte queste possibilità.
A questo punto ho deciso che quando si va sull'argomento lavoro io ascolto. Ascolto. Ascolto . Ascolto e BASTA. Non parlo più. 

Se aprissi la bocca andrebbe a finire che litigheremmo, ed è l'ultima cosa che voglio.

lunedì 11 febbraio 2013

Choosy Maryland

Sono un po' preoccupata per Maryland.
Un anno e mezzo fa le fu diagnosticato il linfoma di Hodgkin, che ha però definitivamente sconfitto dopo sei mesi di terapie pesantissime.
Siccome le disgrazie non vengono mai sole, nel mentre anche la società aeroportuale per la quale lavorava è fallita lasciando tutti a casa in cassa integrazione. Soldi che purtroppo ancora nessuno ha visto. ha anche ricevuto l'idoneità per l'invalidità temporanea al 100 per cento. Avrebbe diritto ad una pensione ma...si sa...la burocrazia ha i suoi tempi e ancora non ha ricevuto nulla. A oggi Maryland è una cassaintegrata che non ha nessun tipo di reddito. Vive aspettando bonifici che non arrivano.
Abita sola nella vecchia casetta di sua nonna e non vuole tornare a casa dei suoi genitori. La capisco, anch'io dopo aver vissuto anni da sola troverei terrificante dover tornare indietro, soprattutto in una famiglia come la sua , per la carità bravissime persone ma con due genitori vecchio stampo, casa-chiesa e chiesa-casa  e quattro fratelli maschi ancora tutti a casa.
Di cosa sta vivendo Maryland? Di buoni fruttiferi postali che sta man mano sbloccando. Sta praticamente dando fondo a tutti i suoi risparmi in attesa dei fatidici bonifici che non arrivano.
Povera Maryland direte voi, così sfortunata!

Sfortunata dal punto di vista della salute sì,poveretta, con tutto quello che le è capitato. Dal punto di vista lavorativo invece...beh sfortunata  fino ad un certo punto.

Maryland ha 36 anni, certo è giovanissima , ma per il mondo del lavoro si è in un'età non facile per ricollocarsi , se poi consideriamo anche il periodo non molto florido...
Maryland ha cominciato a consultare le offerte di lavoro dedicate alle categorie protette e le si è aperto un mondo, ha scoperto che molto compagnie aeree cercano personale da inserire in queste categorie. Scrive, manda curriculum e viene chiamata per colloqui a cui spesso la accompagno. Vedendosi davanti una ragazza in piena salute e con un curriculum completo ed eccellente manda sempre in visibilio gli esaminatori e quasi sempre i colloqui si concludono con la diretta proposta di lavoro a cui Maryland si riserva di pensare qualche giorno prima della risposta definitiva . Risposta che si trasforma SEMPRE in un bel NO.
Perchè?
Cosa passa per la testa di Maryland?
Facciamo un passo indietro ed esaminiamo il suo curriculum :

  • Hostess di terra come me, abbiamo cominciato lo stesso anno . Aveva un ottimo contratto full time e a tempo indeterminato. Poi ha cominciato ad andare in crisi: "abbiamo una vita di merda, lavoriamo in un posto di merda, facciamo turni di merda, lavoriamo anche alle feste, di giorno di notte non si può! " Ad un certo punto l'azienda, nell'intento di liberarsi di un po' di personale, ha proposto incentivi economici per agevolare le dimissioni. Lei ne ha subito approfittato e ricordo ancora quel giorno, quando ci salutò guardandoci dall'alto al basso, come se noi rimasti lì fossimo una massa di sfigati. "Ciao! voi rimanete pure qui a fare una vita di merda e a farvi insultare dai passeggeri, io vado a lavorare nel mondo della moda , da domani sarò nell'open space di una famosa coppia di stilisti, vado a spaccare il mondo ciaooo!"
  • Impiegata  presso la casa di moda della famosa coppia di stilisti. Purtroppo l'esperienza dell'open space non si rivela l'esperienza fickissima che si aspettava. "Sono tutte colleghe puzzone e antipatiche, sono fighette e ti squadrano dall'alto in basso, sono tutte invidiose l'una dell'altra e molto arriviste, non ti aiutano perchè c'è troppa competizione, e poi io entro lì dentro alle otto del mattino e prima delle otto di sera non riesco a uscire!E non sono abituata a stare chiusa in un ufficio, mi sento soffocare"  . "L'aeroporto mi manca, ho fatto una cavolata, il dinamismo, voi colleghe .... mi mancate...."   Durata dell'esperienza: una settimana, neanche il tempo di ambientarsi...e se ne va.
  • Agente di sicurezza: rientra quindi in aeroporto, questa volta come guardia giurata, svolge un lavoro di controlli di sicurezza per le compagnie che lo richiedono, ispezioni, bonifiche, riconcilio bagagli ecc ecc.... lavora giorni e giorni di fila con turni massacranti e naturalmente sottopagata. Nel frattempo si fidanza col suo capo provocando le ire e le invidie dei suoi colleghi , che cominciano a farle una serie infinita di dispetti. Lavorare in un'atmosfera del genere è da esaurimento, resiste più di un anno poi, complice anche il declino della sua love story, si licenzia e manda tutti di nuovo a quel paese.
  • Supervisor per una società aeroportuale che effettua supervisione per conto di alcune compagnie aeree che non possono avere una rappresentanza diretta in aeroporto. in pratica fa di nuovo turni infiniti, anche di sedici ore e svolge una marea di mansioni, supervisiona il check in ,controlla le operazioni in piazzale, fa lavoro di biglietteria, tiene i contatti con gli altri scali e fa pure le statistiche su moduli excel che manda alla casa madre. Praticamente fa il lavoro del capo scalo e della sua equipe, tutto lei con tutte le responsabilità che comporta questo compito. Resiste un anno, dopodichè il contratto termina e non accetta il rinnovo propostole.
  • Impiegata presso il cargo city della nota compagnia di bandiera. Sempre turni h 24 , ma il lavoro è completamente diverso. "Non mi piace proprio, anche se il mio ufficio è affacciato direttamente sul piazzale aeroportuale, il mio lavoro non centra niente con l'aeroporto, è tutta logistica, movimentazione tir e merci, non mi piace, non è quello che volevo fare". Resiste per due stagioni, con un buon contratto e un buon inquadramento. Al termine della seconda stagionalità le viene offerto di firmare il contratto a tempo indeterminato. Non se la sente, non è il lavoro per lei e quindi non accetta il rinnovo.
  • Rappresentante di scalo di una famosa compagnia aerea americana, ottimo inquadramento contrattuale, ecco forse questa voce nel suo curriculum non è nemmeno citata, perchè in realtà non iniziò neppure. La compagnia aerea in realtà non navigava in buone acque, (infatti un anno dopo avrebbe chiuso lo scalo). Firmò il contratto, fece il corso di addestramento, le visite mediche ecc.      Il primo giorno di lavoro si sarebbe dovuta presentare alle sei del mattino. Telefonò la sera prima alle ore 22 per dire che non si sarebbe presentata, né l'indomani, né mai.
  • Agente rampa presso una società di handling che effettua servizi per una famosa compagnia aerea tedesca. Questo lavoro finalmente le piace molto, è quello che fa per lei, non è pagata come vorrebbe ma il dinamismo del lavoro su piazzale la ripaga . Finalmente ha trovato il suo lavoro e nulla la può fermare. Tranne una cosa, anzi due.
Quattro anni dopo i fatti sono noti, Maryland si ammala di linfoma e nel trattempo la società fallisce miseramente, non pagando nemmeno le casse integrazioni. 
In fondo al tunnel, però, si  intravede uno spiraglio di luce. 
Maryland guarisce ed ottiene l'invalidità al cento per cento, può così cercare lavoro nell'ambito delle categorie protette e le offerte , con sorpresa, sono davvero molte. Anche in ambito aeroportuale, ambiente dove ha accumulato ormai maggiore esperienza.
Ai colloqui, ai quali spesso la accompagno, gli esaminatori sono stupiti dal suo curriculum, ha praticamente ricoperto tutte le mansioni possibili in ambito aeroportuale, la sua formazione è completa e a loro non sembra vero di trovarsi davanti una persona praticamente sanissima (deve solo sottoporsi a dei controlli periodici) e già formata, non le deve essere spiegato nulla, ne sa più di tutti ormai.
Quindi riceve un sacco di proposte da compagnie che hanno bisogno urgentemente un rappresentante nuovo già formato. Ma le sue risposte , porca miseria, sono sempre...NO.

...quella compagnia mi vuole, mi ha offerto un contratto orrendo non mi muovo nemmeno da casa....
...sai mi ha richiamato di nuovo quella compagnia emergente, mi ha rialzato l'offerta, ora mi pagherebbero bene ma... non mi piacerebbe lavorare per loro...
...quella compagnia del sultano mi ha chiamato ma...sai con chi dovrei lavorare? con due antipatiche, non ci penso nemmeno...
... quella compagnia charter in espansione? non ci penso nemmeno! sono tutti voli charter, bello schifo!...
...no no, se devo tornare in aeroporto sarà solo per una compagnia straniera e col contratto che dico io!!...
...ora sto cercando di puntare le mire al di fuori dell'aeroporto, non so se vorrei tornarci, sarebbe bello lavorare nel mondo della moda!... (di nuovo?)

Ultimamente quando ci vediamo non vado nemmeno sul discorso, mi fa venire il nervoso!!! Con la situazione attuale hai persino un sacco di offerte di lavoro e tu che fai? Prima giochi al rialzo e poi rifiuti?
Mi viene voglia di urlartelo in faccia, ma non ci riesco e lo faccio qui:

MARYLAND!! DON'T BE SO CHOOSY!!!


martedì 27 novembre 2012

antichi splendori

Collega Fra è seduto ai banchi di una compagnia aerea etiope.
Arrivano tre signore di mezza età, missionarie laiche , quasi sessantenni , vestite in modo molto semplice, pochi fronzoli, la classica tau al collo.
Si rivolgono a Collega Fra:" Senta noi aspetteremmo il don, ma possiamo intanto già fare check in?"
Collega Fra: "Certamente! "
Registrano e si mettono poi in disparte ad aspettare il loro capogruppo.

Finalmente il don arriva, va da Collega Fra e dice: " Senta, viaggio con un gruppetto di missionarie, non so se sono già arrivate..."
Collega Fra: "Intende quelle signore laggiù?" 
Il don: "Sì sono loro, ANTICHI SPLENDORI! "
Collega Fra, ridacchiando un po' imbarazzato: "Ah, dice? Beh, dai...la mettiamo così?" 
Il don lo guarda senza accennare a un segno di intesa.
Collega Fra pensa che forse  non è il caso di continuare a dire scemenze e non raccoglie più la battuta.
Prende il passaporto e il biglietto elettronico del don e lo apre:

Volo ET123
data 25 novembre 2012
Tratta : Milano - Addis Abeba

Tour Operator: ANTICHI SPLENDORI !!!!!!!!

giovedì 15 novembre 2012

innovazione e modernità

Io  a volte non  capisco i  miei colleghi.
Davvero.
Un anno fa circa l'azienda per cui lavoro ha dato la possibilità di controllare il cedolino della busta paga direttamente online tramite un link interno al sito dell'azienda stessa.
Si poteva visualizzare il cedolino a partire da  tre o quattro giorni prima del  27 del mese  e soprattutto veniva creato un archivio di 5 anni. Io (e molti altri colleghi devo dire) lo trovai subito comodissimo, era ora! Una grande innovazione! Fino a quel momento si andava tutti in processione il giorno 27 all'ufficio personale a ritirare la tipica busta bianca. E la ritiro io e vacci tu...e firmami la delega... cose così. 
Poi finalmente la svolta. Per attivarlo  a ognuno di noi è stato fornito un pin code per accedere  al programma e poi  ognuno  doveva fornire il proprio indirizzo email per ricevere il link direttamente nella propria casella elettronica, per poi ricliccarlo e dare conferma all'attivazione. Tutto qui. come si fa per qualsiasi registrazione che avviene nei siti internet, viene mandato il link nella casella email per accertarsi che sia veramente TU il richiedente.
E invece...
Orrore!
Orrore!
Un buon numero di colleghi si è categoricamente rifiutato di attivare questa procedura.
Ecco le ragioni uscite dalle loro bocche scandalizzate:
"No! Non esiste! l'azienda non deve sapere il mio indirizzo email personale!"
"No no e no, meno cose sanno di me in questo posto e meglio è" 
"Sono obbligata? No perchè se non è un obbligo non lo faccio"
ma la più bella è questa: 
"E perchè dovrei stamparmela io? Devo sprecare inchiostro io? Facciamo usare le cartucce all'azienda!"
Inutile tentare di spiegare la funzione dell'indirizzo email...niente... la fazione dei perseguitati si oppone. 
E va beh, fatti loro, mi viene da dire. Quello che mi fa tristezza è che i colleghi del mio reparto hanno un range  di età che va dai 28 ai 45 anni, quindi una generazione che col pc ci sa fare e internet lo sa usare bene, anche a giudicare da tutti gli I-phone che spuntano da taschini e borsette. Ma niente da fare!
Oggi, altro caos.
Ci è stato proposto di attivare un servizio a terminale , sempre collegato con intranet aziendale e quindi anche da casa, per visualizzare i propri turni e cambiarli anche coi colleghi, gestendo tutto tramite il suddetto link ed attivando anche un servizio notifica sms . "Il collega Pinco ha inoltrato richiesta di cambio turno il giorno 2 dicembre, accetti o rifiuti?" 
Bello, semplice, immediato, innovativo, chi più ne ha  più ne metta... ma ovviamente bisognava fornire al sistema il numero di cellulare per fare arrivare le notiche sms. 
Orrore!
Orrore!
Parecchi colleghi pensano di dare in pasto all'azienda i propri numeri di cellulare e che succeda chissà che cosa.
Ad oggi noi consegniamo le richieste di cambio turno su foglietti di carta firmati da entrambi i richiedenti e consegnati a mano in segretaria operativa. Roba da medioevo! Non è una grande innovazione finalmente poter gestire tutto dal pc di casa o dall'AIFON che hai in tasca, come molte aziende ormai fanno?
No! Orrore! Orrore!

Colleghi, svegliatevi!!! Se non accettiamo queste piccole innovazioni il mondo non va avanti più!!!