Visualizzazione post con etichetta riflessioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta riflessioni. Mostra tutti i post

sabato 17 dicembre 2022

Ritorno

 A volte si torna, nella vecchia casa, del vecchio paesello. 

Mi piace ogni tanto tornare qui, come se fosse una casa vacanze in un paese arroccato e spalancare le persiane piene di ragnatele.

Oramai sono partiti tutti, a cercare fortuna (e molti ne hanno trovata!) su altre piattaforme.

Una volta eravamo tanti, si scriveva , si commentava sotto i post di tutti. Poi, pian piano, la migrazione.

Quando sento il bisogno di un posto silenzioso e dove potermi sfogare ,però, penso sempre a questo posticino. 

Alla fine è il mio spazio, lo adoro e poco a poco me lo devo riprendere.

Quando sono un po' malinconica sento il bisogno di scrivere.

Questo posto rimarrà sempre il mio piccolo diario.

Il diario di Scarlett

sabato 2 settembre 2017

September mood

La luce grigia, il sole nascosto, l'aria finalmente FRESCA.
I primi maglioncini, la prima pianificazione degli impegni.
Preparare lo zainetto dell'asilo, i vestitini autunnali, le iscrizioni ad attività sportive.
Piano piano le cose riprendono il proprio posto.

Benvenuto Settembre, il mio mese preferito.

giovedì 18 maggio 2017

Ode al silenzio

Incrociando le dita è un po' che mio figlio frequenta la scuola materna senza ammalarsi. L'ultima di un inverno nefasto è stata la varicella presa all'inizio di marzo. Poi più nulla. 
Quando sono di riposo oppure al lavoro ho turno pomeridiano ho la possibilità di avere la mattina completamente libera.
LIBERA 
LIBERA ....sì L-I-B-E-R-A !!!
Ancora non me ne rendo conto , la mattina libera è ORO per me. 
Ho sempre avuto mattine libere prima di avere un figlio, ma non me ne rendevo conto, anzi sapete che facevo? Me la dormivo tutta!
Ora no, sono costretta ad alzarmi presto, prepararlo con calma e poi via, a scuola in monopattino (abitiamo di fronte alle scuole), lui entra felice in aula e io....sìììì! Con un unico balzo scendo le scale e via! A godermi questa mattinata in pace.
Prima tappa colazione al bar di una gentilissima signora che fa torte spaziali, poi, visto che sono già vestita e truccata, in giro a fare commissioni e poi basta, mi chiudo in casa e fino alle 15 non ci sono per nessuno. 
Non accendo nemmeno la televisione, nulla di nulla, solo ogni tanto qualche rapida occhiata allo smartphone.Faccio tutto nel silenzio più assoluto, non sapete quanto sia terapeutico per me!Già lavoro in un luogo rumorosissimo e affollato, almeno a casa devo stare in S-I-L-E-N-Z-I-O!
Sono pire riuscita a scrivere un post....ah ah ah!!!
Ora vado, molte faccende ancora mi aspettano prima che arrivi a casa la mia piccola peste!

mercoledì 4 gennaio 2017

Sarà bene che riprenda

Apro questo blog e mi viene la tristezza , da quant'è che non scrivo più? 
Eppure di cose da dire ne avrei, peccato che mi manca davvero il tempo. Io ho bisogno di tempo e calma per scrivere qualcosa di leggibile e sensato e da quando è nato il Cippi la mia vita  è tutto un vortice.
Che fare quindi? Chiudere il blog? 
No no no. 
E ancora no. Questa è la mia creatura, l'ho coccolata come un figlio. Piuttosto mi devo ripromettere nel 2017 di non trascurarla più. 
Sarà bene che io lo riprenda un po' in mano. 

Mi giustifico dicendomi che il mondo del blogging è cambiato. Tanto.
Da una parte l'avvento di diversi social network fa sì che i pensieri più immediati e le impressioni a caldo su qualsiasi cosa vengano condivisi in tempo reale , molto più velocemente e scrivendo poche righe. Le fotografie poi vengono dal proprio cellulare immediatamente scaricate e condivise con gli amici o con un gruppo specifico di appartenenza.

Anche i blog intesi come tali sono cambiati.
Una volta erano dei veri e propri diari dove scrivere i propri pensieri, metterci un po' della propria vita e perchè no anche le proprie frustrazioni per condividerle con altri. Ci si coccolava e sosteneva a vicenda.
Piano piano sono nati blog tematici. Belli, simpatici e molto utili. 
Poi gli editori e soprattutto le aziende hanno fiutato il business e hanno allungato i propri tentacoli anche lì. Oggi vedo tante, troppe blogger vendute e tutto ciò mi irrita molto, a cominciare ad esempio dai mommyblog. Una volta le mamme scrivevano per crearsi una rete di sostegno reciproco, ci si scambiavano esperienze di vita e tanti consigli sinceri su come vivere la propria vita e incrociare tutte quelle figure di mamme, donne, mogli, lavoratrici sovrapposte in un'unica persona.
Oggi poche hanno conservato questo spirito. Vedo in giro un sacco di mommyblog gestiti da  giovani blogger intente a recensire qualsiasi prodotto di marca , si vede lontano un miglio che sono pagate per fare ciò e questa cosa mi disgusta letteralmente. 
Mommyblogger, foodblogger, fashion blogger diventate all'improvviso star dalla fama mondiale.....
Sono basita.
O semplicemente i tempi cambiano , i modi di fare commercio cambiano e io non ci sto dietro.

Altro motivo per cui apro poco il mio blog è che molte blogger che mi piacevano tantissimo non scrivono più o hanno proprio chiuso i loro spazi.  Peccato davvero, era davvero un piacere leggerle ma chi per un motivo chi per un altro hanno abbandonato. 

Non voglio fare la stessa fine e troverò altre amiche da leggere con piacere, ne sono sicura!

Forza Scarlett!

lunedì 4 aprile 2016

Una gradevole sorpresa

Succede che una sera sei assegnata al check in di un volo di linea  che parte tardi, per fortuna non molto pieno.
Molti passeggeri hanno transiti verso lontane località turistiche.
Arriva una coppia di italiani, molto garbati e gentili. Li registro, sistemo i posti al meglio visto che i loro voli non sono pieni, esprimono soddisfazione.
Apro il passaporto di lei. Un colpo. Un nome e un cognome a me ben noti.Non conosco però il suo viso. Sarà lei o sarà un' omonimia? Le dico qualcosa? Glielo chiedo? No no stai zitta non rischiare figure. Ma dai non posso non dirglielo, sarebbe un peccato,però.....caspita  e se poi non è lei? Pazienza, ti scusi e ciao , in fondo non stai facendo nulla di male.
Termino le operazioni di check in , mi assicuro che tutto sia andato a buon fine, al momento del commiato però non resisto e decido di rischiare......e....."Scusi, posso farle una domanda? Ma lei tempo fa aveva un BLOG?"
Occhi spalancato dall'altra parte: "Come fa a saperlo?"
"Ero una sua grande fan, piacere sono Scarlett O'hara" " Siiii...ora ricordo!"
E da lì  tra l'incredulità sua di essere riconosciuta dopo tanto tempo(sarannno passati cnique, sei anni?)  e la grande emozione mia di avere incontrato una delle mie blogger preferite, cominciamo a  darci del tu e a raccontarcela come se fossimo vecchie amiche , perchè  quando per anni si scrive delle propria vita privata e ci si commenta a vicenda, in fondo un po' amiche ci si sente .
Lei soprattutto aveva un grande seguito, scriveva benissimo e aveva la costanza di deliziare i suoi tanti follower con un post al giorno. Raccontava semplicemente la sua vita di mamma full- time  con marito part- time e due figli piccoli a casa. Era come chiacchierare con un'amica , lei raccontava e noi fedeli lettrici la inondavamo di commenti. Avanti così fino al giorno in cui improvvisamente ha deciso di chiudere tutto, puf! Blog sparito, lasciando un sacco di orfane intorno a sè. 
L'incontro è stato davvero emozionante , lei era incredula di essere stata riconosciuta, io ero quasi paralizzata dalla felicità , alla fine ce l'ho fatta ad esprimere quello che avevo dentro da tempo, ovvero...."Ci sono rimasta malissimo quando hai chiuso il blog!! Perchèèè?????" 
Lei molto carinamente mi ha spiegato che nella sua vita sono avvenute delle grandi rivoluzioni, diciamo che si è dolorosamente chiusa una porta ma fortunatamente si è spalancato un bel portone. Il blog ANDAVA NECESSARIAMENTE CHIUSO.
Sono molto contenta, ha promesso che mi verrà a leggere ma le ho detto che non ne vale la pena, non ho mai avuto il suo seguito e il suo successo e  da quando sono diventata mamma questo blog è  a dir poco desolante. 
Se però proprio proprio dovessi passare di qui ti voglio ribadire che mi ha fatto piacerissimo conoscerti! E spero che un bel giorno tu ti faccia riprendere dalla voglia e riaprirai un bel blog , dai dai che scrivi benissimo!!!
E...ringrazio il m io lavoro che ogni tanto mi permette questi casuali quanto emozionanti incontri!

Registri linguistici

Ieri sono stata a trovare, dopo molto tempo, AmicaSuperManager. 
Si è finalmente presentata l'occasione giusta: io avevo una domenica di riposo, e lei si trovava a pranzo dai suoi genitori al paesello. Solitamente Amica SM è in trasferta per lavoro in ogni dove e da quando è sposata  vive a 30 km di distanza. Vedersi è un evento ormai raro. 
Ieri siamo state un paio d'ore insieme . Ho ritrovato la ASM di sempre, pregi e difetti , e  una cosa soprattutto mi fa sorridere . AmicaSM ha problemi nel dosare il registro linguistico, e questa cosa mi fa sorridere ma allo stesso tempo innervosire. Ho frequentato la sua casa fin da piccola e da sempre i suoi genitori, entrambi laureati, oltre ad avere un buon eloquio, ci correggevano in continuazione. Congiuntivi e consecutio non hanno più segreti per me,(almeno spero!ah ah)  in quella casa tutto filava al posto e al tempo verbale giusto. Mentre però la madre è veramente simpatica e pur parlando correttamente riesce comunque ad avere un tono colloquiale e a metterti a suo agio , il padre è davvero odioso. Laureato ma proveniente da una famiglia di umili artigiani , ha sempre pensato che avere un eloquio pomposo fosse sinonimo di grande elevazione sociale e distinzione dalla massa. Quando si rivolge ad una persona fa di tutto per metterla in imbarazzo utilizzando termini aulici ed enciclopedici , risultando quindi insopportabile . Si vede dal sorrisino malizioso poi che è ben contento di creare difficoltà, commentando poi con i suoi famigliari le reazioni del malcapitato destinatario di turno .Fa così da sempre, ormai lo conosco benissimo.
Purtroppo Amica SM ha preso da lui in toto. Devo dire però che in lei è assente quella carica di malizia che caratterizza suo padre. Lei non ha nessuna intenzione di mettere in imbarazzo il colloquiante, le viene semplicemente naturale parlare così, è cresciuta così e pensa sia giusto così.
Pur essendo laureata in lingue e letterature straniere e avendo ,quindi , analizzato molto le strutture linguistiche, non ha mai realizzato che al mondo esistono diversi registri linguistici di conversazione. Pur parlando correttamente e con una buona padronanza lessicale esistono le forme colloquiali, quelle più formali, quelle solenni....parlare confidenzialmente con un amico è diverso che parlare in una riunione con i propri collaboratori o con un cliente!  Questa distinzione nella loro famiglia non è per nulla chiara. Anzi, non esiste. Tra di loro si parlano come se fossero ad una conferenza e starli ad ascoltare ha un effetto che rasenta l'esilarante.
E così Amica SM si scusa per via del fatto che sono stati giorni convulsi perchè ha avuto molti viaggi di lavoro mentre chiede alla mamma di estrarre dal frigorifero le carote per la cena e si scusa per il disordine ma sta sistemando i libri obsoleti e vetusti negli scatoloni , e intanto parla male dei suoi clienti tedeschi che avallano un qualcosa che non ricordo e infila anche qualche avulso qua e là.
La parola "ancora" non esiste nel suo vocabolario ,sostituita  da sempre con ulteriormente .
La madre è meno formale, ma chiama l'altra figlia affinchè venga a prendersi i bambini.
A tavola hanno disquisito di quel tal argomento mentre ops...la torta non è uscita! Peccato, la prossima volta seguiranno pedissequamente le istruzioni della ricetta ! Intanto qualcuno ha parcheggiato l'automobile sotto casa.
Li conosco da sempre e oramai vado per i quaranta .Al di là di queste particolarità sono una famiglia splendida e sono davvero simpaticissimi. Con loro mi sono  sempre trovata benissimo .Devo solo dire grazie a loro, per essere praticamente cresciuta in quella casa se ho recepito anche io molti stimoli culturali.
Tuttavia, anche se faccio di tutto per non darlo a vedere, quando parlo con loro un po' in soggezione mi sento. Curo anche io il lessico e la forma, perchè so che mentre parlo mi stanno facendo l'analisi grammaticale, logica e del periodo.
Ieri però dopo molto tempo sono ripiombata in quella atmosfera e ho avuto la freddezza di analizzare la situazione. Una persona veramente intelligente deve essere capace di sfoggiare la propria conoscenza parlando nel modo più CHIARO possibile facendo di tutto per mettere a proprio agio l' interlocutore, cosa che loro (tranne la madre)  NON fanno! 
Sono convinti erroneamente che sfoggiare una forma pomposa in OGNI occasione li elevi a uno standard altissimo in cui il destinatario si compiaccia dei loro virtuosismi linguistici.
In realtà non si rendono assolutamente conto di avere, nell'ambito del colloquio informale un effetto opposto a quello che vogliono ottenere, ovvero COMICO! (Ops.....esilarante!)

giovedì 17 settembre 2015

Piccolo sfogo

Aeroporto, mattina prestissimo.
Verso le 7, 30 in genere c'è una mezzora di calma e respiro dal traffico intensissimo che comincia già alle 4 e se ne approfitta  per fare colazione.
Sono al bar con due simpaticissimi colleghi e stiamo commentando l'ultima puntata di Pechino Express, ognuno tifa per la propria coppia, si ride e si scherza e ci si ricarica per affrontare le ore che restano del proprio turno lavorativo.
Arriva un gruppo di operai dello smistamento bagagli tra cui Ivan, un ragazzo che conosco da molti anni in quanto prima di lavorare lì era addetto in una catena di vendita surgelati a domicilio,e frequentava spesso casa nostra in quanto eravamo suoi affezionati clienti.
Ci si saluta, come stai , come va, come stanno le tue sorelle, la mamma ecc ecc , poi mi guarda con aria molto grave, e comincia un discorso davvero grigio.
"Come va, cosa si dice nel vostro reparto? La situazione è pesante lo sai, adesso vedremo a Ottobre chi ci privatizzerà, chi ci comprerà, dove finiremo, dicono che riproporranno gli incentivi per licenziarsi, mi sa che è il momento, che questa volta bisogna prendere e andarsene..." .
Io: "Ops, sto facendo tardi, guarda devo proprio andare a imbarcare un volo, anzi, guarda, oh come è tardi, vadooo!" 
E scappo via.
Basta. Basta.Basta.
Non sono uno struzzo, la conosco anche io la situazione, e non è così rosea. 
Ma basta, non VOGLIO circondarmi di gente così negativa, che non fa altro che lamentarsi e ricordarmi che siamo sempre sull'orlo del baratro. Non posso angosciarmi quotidianamente e logorarmi. Non posso vivere così male. Voglio  arrivare al lavoro con l'entusiasmo del primo giorno, col sorriso sulle labbra e godermi il lato bello della mia professione.Mi sono stufata del "cosa si dice da voi" "dicono  che faranno..." "dicono che succederà così..." dicono dicono poi succede sempre il contrario di quello che si dice.
BASTA.
Io voglio vivere serena.
La vostra spazzatura gettatela altrove.
Grazie.

martedì 30 dicembre 2014

Bilancio Post Natale

No no, tranquilli, non è un post serio. 
I bilanci seri li faremo più avanti. Questo è un post veramente molto ma molto materiale.
Com'è andato il Natale? Come stanno passando queste feste? Le mie direi benone. Quest'anno per una combinazione astrale che non si ripeterà mai più  Rhett ed io siamo a casa dal 24 dicembre al 5 gennaio. Rhett ricomincerà a lavorare il 7 Gennaio mentre io riprenderò servizio il 6.
Mi ero ripromessa di fare grandissime pulizie. Finora mi sono limitata a svuotare due pensili della cucina. Fine del lavoro. Purtroppo non riesco a fare molto col Cippi perennemente in mezzo, inoltre ne sto approfittando per riposare , e mi accorgo solo ora quanto ne avessi bisogno. Prima lavoravo solo tre giorni alla settimana e praticamente non me ne accorgevo, ora tutti i giorni e la differenza si sente, eccome se si sente.
Dai dai facciamo i bilanci, di che cosa? Ma dei regali di Natale no?
Devo dire che si va ad anni alterni, un anno ricevo regali carinissimi, l'anno dopo cagate pazzesche. Ecco, questo è stato l'anno di queste ultime. Va beh ma l'importante è il pensiero. Quando c'è.
A proposito di pensieri, Collega Princess, anzi ExCollega Princess, reduce da un viaggio a Londra , mi ha portato un piccolo cadeau: un magnete comprato al museo di Dickens, recitante la seguente frase: "Accidents will occur in the best regulated families". L'ho attaccato alla cappa a far compagnia agli altri magneti ma l'occhio continua  a cadere lì, su quella frase dal presagio così oscuro. Mi inquieta . Credo che la staccherò e finirà nel fondo di un cassetto.
Mia mamma ci ha dato una mancia per comprarci il forno a microonde. Quando dico che non ho il microonde vengo accolta da cori di incredulità e presa per una amish. Pare sia inconcepibile al giorno d'oggi non averne uno. 
Oggi siamo andati a comprarcelo, ne abbiamo preso uno carino e con  molte funzioni .
Lo abbiamo sistemato dove già ai tempi il mobiliere ci aveva consigliato di metterlo. Peccato che al momento giaccia lì, immobile, e non mi abbia ancora colto l'entusiasmo compulsivo da oggetto nuovo. Mi sono letta il libretto delle istruzioni e ho provato a farvi bollire una tazza di acqua. Funzionare funziona. Ho paura però di non sapere che farmene.Chi lo sa se prima o poi scoppierà l'amore. Nel frattempo continuo a guardarlo come ad un oggetto estraneo alla mia cucina. 
Da tempo Rhett continuava a chiedermi cosa volessi per Natale . Alla mia risposta "nulla", si sottintendeva "Nulla di specifico, ma vai a cercarmi qualcosa e sorprendimi".
In conclusione, qual è stato il regalo di Rhett ? Nulla, appunto. Non gliel'ho ancora rinfacciato, ma prossimamente state sicuri che ..........
Il meglio di sè lo hanno dato anche i miei cognati. I loro bambini hanno scritto la lettera a Gesù Bambino (guai a dire Babbo Natale, proibito!) ,dettagliatissima. Nel fare i regali abbiamo dovuto attenerci scrupolosissimamente alla letterina , cercando proprio quei giochi, quei palloni di quella marca , guai a sbagliare perchè "...sai, la richiesta è stata specifica" ah beh. 
"E noi cosa prendiamo al Cippi?" Insisteva mia cognata. "Guarda il Cippi ha 15 mesi, grazie a dio ancora non sa cosa sono regali, gesù bambini e babbi natale, quindi vedi tu, fagli quello che vuoi "
Non so, questa cosa a me non piace. Io non sono mai stata abituata a scrivere letterine, ovvero a stilare una lista di quello che volevo, per me i regali sono sempre stati una sorpresa , una sorpresa sempre e comunque gradita. Bene, in conclusione ,i nipotini hanno avuto i regali da loro espressamente richiesti mentre al Cippi è stato recapitato un buono per andare in un negozio di giocattoli a prendere quello che vogliamo "visto che non abbiamo saputo dire quello che desiderava nostro figlio" . 
Sì lo so cosa state pensando, direte beh dai sono stati carini, sono andati nel negozio e invece dei giocattoli hanno pagato per un buono, così vai e ti scegli tu quello che vuoi.
Ehm...non proprio, il buono fa parte della strenna di Natale che tutti gli anni il datore di lavoro di mio cognato elargisce ai dipendenti con figli. Non sapeva che farsene perchè l'ubicazione del negozio è per lui molto scomoda così ha pensato bene di mollarlo a noi. Per fortuna quel posto vende anche altri accessori per l'infanzia. Farò il pieno di pannolini. 
Come tutti gli anni abbiamo fatto anche un regalo personale a mia cognata e a mio cognato. I nostri da parte loro? Non pervenuti.
Il Cippi ha ricevuto un sacco di giochi e ne abbiamo la sala piena. Il bello è che ci gioca. Lo vedi che si impegna nel lanciare i cubotti mega di lego dal tappeto al box, dietro al divano, dietro il televisore ecc ecc . Li trovi dappertutto, nel letto, nella vasca da bagno....ma il bello è proprio quello. Vederlo impegnarsi e interagire con oggetti sempre nuovi. Gli piace tanto la musica, appena la sente si muove a ritmo e balla! è veramente buffo da vedere ! 
Cerco di godermelo un po' perchè le vacanze passano alla svelta e in un attimo sarà il 7 Gennaio, giorno che inaugurerà la compresenza mia e di Rhett al lavoro quindi fuori casa e quindi del Cippi dai nonni. Non voglio pensarci ora!


domenica 16 febbraio 2014

SEI DI PAESELLO SE....

Circolano prepotentemente proprio in questi giorni su Facebook  una marea di gruppi in cui gli utenti interessati sono chiamati a lasciare un segno, un ricordo ecc e sono  denominati "Sei di (città natale) se...."

Risiedo attualmente nella città dove sono nata ma  ho vissuto fino ai 29 anni in un paesello limitrofo, che  negli anni 80-90 non arrivava ai 4000 abitanti. Ora si è ingrandito e molti campi e boschi , ahimè, sono stati fagocitati da piccole palazzine  e villette.
Mi è sempre stato stretto, la mentalità rispetto alla grande città era sicuramente diversa, il paesello era davvero indietro di trent'anni! 
Due asili, uno comunale e uno parrocchiale, una sola scuola elementare, una sola scuola media. Di fatto quindi ci si conosceva tutti.
Due oratori, perfettamente divisi tra maschile e femminile (tuttora!) e se vi doveste capitare di entrare  nell'unica Chiesa Parrocchiale ancora oggi vedrete le donne sistemate a sinistra e gli uomini a destra. Giusto nelle ultime tre o quattro file di sedie in fondo è socialmente accettato essere mischiati. 
Chi non ha vissuto in queste piccole realtà non può capire quando si dice che nei paesi  "il prete comanda più del sindaco" . Nel caso del mio paesello nulla è più vero.
Quando ero piccola i giovani , fino alla piena adolescenza e oltre,  erano suddivisi in due categorie: quelli che frequentavano l'oratorio e quelli che non lo frequentavano, e per questo assolutamente mal visti. Erano coloro che scorrazzavano in piazza e formavano le famose "compagnie sotto i portici" con biciclette e motorini.Oppure erano quelli che stazionavano con enormi circoli di sedie fuori dai bar. Ovviamente erano gruppi molto attrattivi ma io e la mia amica avevamo il divieto assoluto da parte delle nostre mamme  di azzardarci a frequentarli. All'oratorio non ci volevamo andare e ciò era oggetto di pesanti insistenze da parte delle nostre genitrici catechiste ...  rifiutandoci di frequentare quell'ambiente le avremmo messe in imbarazzo ma cosa dovevamo farci? Non ci volevamo andare! Risultato : passavamo le domeniche l'una a casa dell'altra, guai a uscire in piazza, altrimenti la gente "ci avrebbe guardato male". I ragazzi da prendere come esempio e modello erano quelli che frequentavano l'oratorio.

Quando cominciai a frequentare la scuola superiore, nella mia attuale città da oltre ottantamila abitanti , mi trovai immersa in una realtà molto molto diversa. Le mie coetanee non sapevano nemmeno cosa fosse l'oratorio, anzi, sì, era una cosa da bambini. Alla mia età già frequentavano da tempo compagnie  molto grandi che si trovavano quotidianamente da qualche parte in centro. Avevano già una discreta esperienza di relazioni affettive con l'altro sesso e già organizzavano feste con ragazzi più grandi , di quelle con musica , dove si ballava e ci si appartava con tipi appena conosciuti. Realtà molto lontane da quella dalla quale provenivo, ma dopo le prime iniziali titubanze finalmente fui felice di frequentare gente nuova , feste e pigiama party , dove non venivo giudicata perchè non frequentavo l'oratorio.

Però...c'è un però. Vivere nel paesello non ha sempre avuto lati negativi, anzi.
Proprio frequentando questo gruppo su facebook mi sono resa conto di quanto i ricordi siano per la maggior parte condivisi da tutti. I personaggi strani del paese erano conosciuti da TUTTI, se uno poi rievoca  un avvenimento particolare, se lo ricordano tutti. 
Le feste di paese, il palio, sono  avvenimenti molto sentiti , tutti ne sono coinvolti, se ne parla per giorni e giorni.  Durante la festa patronale Comune e parrocchia si fondono e diventano un tuttuno: guidate dal   "Corpo bandistico paesellese",  le contrade fanno sfilate che si tramutano in processioni che terminano in Chiesa per la benedizione. Il banco di beneficenza ha la sua location in oratorio maschile, mentre le bancarelle vere e proprie occupano le quattro vie che incorniciano la piazza. E tutto tutto il paese è lì fuori che partecipa, e alla sera si prepara una mega polenta con luganega, all'oratorio appunto, dove si può ammirare anche lo spettacolo dei fuochi d'artificio, pagati dal Comune.

Tutte queste reminiscenze  mi hanno fatto venire un velo di malinconia: innanzitutto questi eventi nella grande città dove vivo non sono sentiti con la stessa intensità , nemmeno all'interno dello stesso quartiere. Ovviamente la città è dispersiva ,e la gente di conseguenza è molto diversa. Ha meno "senso di appartenenza".
E poi ricordando certi episodi , capitati molto molto moolto tempo fa, mi sorge spontanea una considerazione.....oddio ma quanto sono vecchia?

martedì 7 gennaio 2014

A.D.2013

Mi lascio alle spalle un anno che decisamente mi ha segnato.
Dopo l'annus horribilis 2012, funestato da tragedie , quali la mia prima gravidanza andata male e la perdita della mamma di Rhett, il 2013 ci ha decisamente rimesso in pace col mondo.
Gennaio inizia coi buoni propositi di riemetterci in pista per ritentare di diventare genitori e la fine del mese ci vede felicissimi con un test di gravidanza positivo tra le mani.
Febbraio mi vedrà al lavoro solamente tre giorni, dopodiché una nausea fortissima e invalidante si impadronirà di me facendomi fare anche una simpatica gita all'ospedale , dove me ne starò una giornata in compagnia di flebo idratanti e di farmaci antiemetici, che però non avranno effetto.
Marzo trascorre interamente come il gemello sopra, chiusa in casa a tirare su l'anima . memorabile il ricordo della notte di Pasqua, trascorsa interamente in bianco ad abbracciare il wc, fino alle 8 del mattino, ora in cui sfinita svengo nel letto.
Aprile vede la mia sorellina laurearsi e io non riesco nemmeno a presenziare , troppo forte ancora la nausea mi attanaglia . I medici concordano nel concedermi l'astensione anticipata dal lavoro.  A metà mese magicamente la nausea comincia a scemare, me ne accorgo dal fatto che riesco finalmente a bere dal bicchiere, e non col cucchiaino come ho fatto finora.
A Maggio finalmente posso dire di stare bene, la nausea se ne va definitivamente lasciandomi con 8 chili in meno e una pancetta che comincia a spuntare. Le giornate sono lunghe e io posso posso finalmente godermi la mia maternità. Nel frattempo si ripresenta alla mia porta il solito Svania per preparare l'esame di maturità (ops...di Stato) portando con sè la sua compagna Ansiosissima, con la quale ripasso tutte, e dico tutte le materie per ben TRE e dico TRE ore al giorno.
Giugno idem come sopra, trascorre tranquillo e senza intoppi. Svania e Ansiosissima frequentano quotidianamente, sabato compreso, la mia casa. Io, oltre a ripassare inglese, italiano, storia e psicologia, imparo materie come fotografia a design, oltre a preparare la tesina a entrambi. AmicaOstetrica partorisce l'amichetta del mio Cippi . Glielo avevo promesso  quando a Dicembre 2012 mi aveva annunciato  la sua gravidanza, le avevo detto che avrei fatto in modo che il suo pargolo/a avesse un amichetto/a coscritto, così come lo eravamo noi due. Beh, ho mantenuto la promessa direi. Lei affitta una casa in montagna per i mesi di Luglio e Agosto dicendomi che mi aspetta per trascorrere le vacanze. Penso finalmente ad una estate senza lavoro intenso e a vacanze lunghe e al fresco. Purtroppo la beatitudine dura poco perchè a....
Luglio la situazione precipita , i medici si accorgono che il mio collo dell'utero si è pericolosamente accorciato , rischio un parto fortemente prematuro e si ventila un ricovero per me con trasferimento verso un ospedale più attrezzato dotato di reparto di terapia intensiva neonatale. Dopo un pomeriggio di panico e lacrime mi lasciano tornare a casa con l'ordine ben preciso di non alzarmi dal letto per nessun motivo. Le ultime lezioni con Svania  e Ansiosissima si svolgono con loro seduti al tavolo e io sdraiata sul divano... ma alla fine sostengono i loro esami e mi lasciano in pace. Purtroppo non posso presenziare nè alla laurea dell'amica Princess e nemmeno al matrimonio dell'amica CryGuitarHero . Mi viene contemporaneamente diagnosticato il diabete gestazionale con annessa dieta ferrea. Il resto del mese e
Agosto trascorrono a letto, beatamente e forzatamente a letto, mentre Rhett, mamma e sorelle gestiscono la casa al mio posto. Mia zia, avida lettrice, mi presta un sacco pieno di libri bellissimi. Ne approfitto per leggere come non ho mai fatto nella vita.
Arriva la fine del mese, ovvero la mia 34esima settimana di gravidanza e finalmente mi posso alzare dal letto. AmicaOstetrica mi aspetta in montagna ma io mi trovo ad affrontare nuovi problemi: ora la pancia è esplosa e il bimbo è grosso, mi preme sul diaframma e mi causa difficoltà respiratorie, ovvero non riesco a stare seduta, devo stare solo in piedi o sdraiata. Viaggiare in auto per più di mezzora mi diventa difficoltoso e quindi devo rinunciare definitivamente alla vacanza in montagna. Vado finalmente dal parrucchiere ad aggiustare la mia folta chioma ma nel bel mezzo del taglio mi sento male, sono stata seduta troppo tempo (15 minuti!!) e soffoco. Mi alzo ma mi gira la testa e mi fanno accomodare su un divanetto, così, coi capelli bagnati e mezzi tagliati. Chiudo gli occhi e li apro qualche attimo dopo trovandomi davanti lo sguardo terrorizzato del parrucchiere che mi offre bustine di zucchero.
Insomma questa gravidanza diventa sempre più penosa , tirando le somme sono stata bene solo due mesi , maggio e giugno,nel complesso  è iniziata male e sta per finire peggio. Il tutto mentre sui giornali e sul web sono bombardata dalle varie Belèn,Kate Middleton e Hunziker che saltellano di qua e di là, che se ne vanno ovunque  e fanno tutto quello che vogliono col suo pancione mentre io non mi reggo in piedi. Non è giusto!!!
A Settembre AmicaOstetrica torna dalla montagna con la sua piccola e riesce ad accompagnarmi alle ultime ecografie . Per via del diabete gestazionale il piccolo cresce molto e la primaria decide di indurmi il parto alla 38esima settimana, che inizierebbe il 16 settembre.
Venerdì 13 Settembre il mio Cippi , con ben tre settimane di anticipo sulla data presunta parto decide di fregare tutti e di affacciarsi al mondo da solo,senza aiuti e senza problemi, facendosi così perdonare la travagliata gravidanza. Tutto il resto è storia.
Ottobre, Novembre e Dicembre trascorrono in un batter d'occhio, intensamente.Sono mamma e ancora non ci credo! Il mio piccolino mi impegna tantissimo. Viviamo in simbiosi, ovvero se io dormo lui dorme, se io mi sveglio lui si sveglia, se io mi allontano se ne accorge e brontola. Mentre scrivo è a letto con Rhett ma lo sento rognare, mi aspetta nel lettone!!
Insomma il 2013 è stato ben impegnativo ma colmo di felicità, ho affrontato tutto con preoccupazione ma anche con tanta trepidazione e immensa gioia.
Chissà cosa mi aspetta nel 2014. Innanzitutto il ritorno al lavoro, che avverrà a metà marzo e quindi la vera prova di gestione del mio Cippi...
Mah, nel frattempo me lo godo intensamente il più possibile.
Buon anno a tutti !!

venerdì 13 dicembre 2013

La cosmopolita

Avevo una compagna di classe al liceo, ritrovata ora su facebook.  La sua storia è un po' particolare.
Figlia di un ingegnere , ha trascorso quattro anni di scuola elementare in Arabia Saudita, a Rihad, ovviamente in una gabbia dorata , scuola internazionale ,compagni di tutte le nazionalità ecc ecc
Tornata in Italia ha frequentato le scuole medie , poi il primo anno di liceo con noi dopodichè ci ha lasciati per prendere il volo e studiare da sola in un college inglese. Si è diplomata e in seguito laureata. ha avuto  esperienze di lavoro in Germania e in America per poi tornare definitivamente in Italia, dove si è fidanzata, sposata e ha avuto due bambine. Dopo il fallimento dell'azienda presso cui era impiegata non è più riuscita a  trovare lavoro, se non come insegnante privata di inglese.
Ha sempre attirato le invidie di molte mie compagne di scuola e molte sue amiche, è sempre stata vista come una fortunata COSMOPOLITA che ha avuto la possibilità di fare tantissime esperienze in giro per il mondo.
Io sinceramente ho sempre visto un velo di tristezza nei suoi occhi: da piccola ha viaggiato molto, ma sempre come minore non accompagnata, tra i suoi genitori là, i nonni di qua e i tutor dall'altra parte ancora. Io per lavoro li vedo e li accompagno a bordo, questi bambini trattati come pacchi e mi si stringe il cuore ogni volta.
I suoi genitori vivono tuttora negli Emirati Arabi, ad Abu Dhabi e non hanno nessuna intenzione di tornare in Italia.

Il suo problema attuale secondo me è un distacco tremendo da TUTTO ciò  che la circonda.

Hanno eletto un Papa nuovo?
Non le interessa proprio, la cosmopolita ha vissuto in Arabia Saudita gran parte della sua infanzia, non c'era modo di avvicinarsi a un credo religioso, quindi non le interessa proprio.

Si avvicina Natale? 
Non le interessa proprio, la cosmopolita ha vissuto in un posto dove il Natale non veniva considerato, non l'ha mai sentito, perchè farlo ora?

Regali?
Non le interessano proprio, idem come sopra.

Carnevale?
Non le interessa proprio. Cos'è? Nelle altre parti del mondo non esiste.

E via così. Ma lei è cosmopolita. Lei è open-minded. Vuoi mettere vivere ogni cinque anni in una nazione diversa?

Per Natale ha annunciato al mondo che siccome non le interessa assolutamente festeggiarlo, non vuole sentire parlare di albero, presepe, regali, pranzi, tombole ecc ecc prenderà la sua famiglia e si farà un bel VIAGGIO.

Certo cara. Sarai anche fortunata , ma io con te non faccio cambio.  

E allora qui spunta la riflessione: spesso invidiamo chi sembra cittadino del mondo, quando in realtà la maggior parte delle volte costoro pur di adattarsi a realtà diverse non hanno fatto altro che sterilizzare le proprie vite annullando le proprie radici , le proprie tradizioni, annullando ciò che erano. 

Ne vale proprio la pena? Si è davvero felici così?



domenica 8 dicembre 2013

In una nuova dimensione

Eccomi, finalmente riesco a buttare giù due righe. Come si evince, non ho più tempo per scrivere nulla, riesco comunque a leggere i vari blog e a lasciare qualche commento, poi stop. Il fatto è che il mio bellissimo Cippi è un bimbo un po' impegnativo dal punto di vista del sonno. Lui non fa dei bei sonni lunghi e profondi, no, lui non dorme, si APPISOLA. Ci metto un sacco di tempo per farlo addormentare, poi lo adagio nella sua carrozzina e dopo 5 minuti......GNEEEEAAAHHH!!! E la catena ricomincia.... 
La notte dormicchia un po'di più, ma spesso mi ritrovo ad addormentarmi prima di lui e mi sveglio perchè ... si sveglia lui! Risultato, zero tempo per me.
Sì ammetto è un po' viziatello, si addormenta solo in braccio e di notte vuole dormire nel lettone. Non in mezzo però...eh no...bensì SUL MIO CUSCINO, tempia contro tempia, poi si lascia scivolare giù e va a ficcare il naso  e le manine nella scollatura della mia camicia da notte.Ecco, noi si dorme così. Purtroppo non riesco a farne a meno, da una parte perchè è l'unico modo per farlo addormentare sereno e dall'altra perchè....è troppo troppo bello addormentarsi così abbracciati, è una sensazione unica e indescrivibile, che fa bene a me e a lui, e sinceramente non vedo perchè dovremmo privarcene.
A nulla è valso preparare la culla di vimini che fu di Rhett, rifarne l'imbottitura, comprare materassino e cuscino nuovi, addobbarla con lenzuolini ricamati dalla zia di Rhett e con copertine di lana sferruzzate dalla  mia , di zia. No , proprio non gli va.
Ci abbiamo provato eh, ma sembrava lo stessimo abbandonando nella cesta di Mosè, quando fu affidato alle acque del Nilo.  Urla e strepiti. Vuoi mettere il cuscino della mamma?
Di giorno non riesco a fare proprio nulla, e quando arriva Rhett gli lancio il bimbo in braccio, almeno per fare una doccia. Però il piccolo Cippi è un gran mammone e in braccio al papi rogna, fino a che Rhett me lo riconsegna accompagnato da un "vuole te".....
E intanto le copie di Vanity fair, a cui sono abbonata, si accumulano incellofanate sul comodino, da circa tre mesi....riuscirò mai a smaltirle?
Data questa premessa , devo dire che essere mamma è davvero un'esperienza magica e bellissima. Ogni giorno guardo il mio bambolotto con la consapevolezza che cresce troppo in fretta, che me lo devo godere momento dopo momento perchè piccolo così non lo sarà più.
Ora comincia a fare i primi sorrisini, a guardarmi con gli occhi da innamorato e a fare qualche gorgheggio...
Questa è una fase che mi piace proprio tanto, in piena puericultura. Sono entrata in una nuova dimensione e ne sono felice...Questa nuova atmosfera composta da biberon, scaldabiberon,  fasciatoio, pannolini, portapannolini, bagnoschiumi, piccoli accappatoi, sacchi nanna, lenzuolini ricamati, copertine ... marsupi (dove non vuole entrare) , sdraiette (dove non vuole stare) e culle (non azzardatevi a mettermi lì dentro!) mi piace da impazzire. Ho anche scoperto, ahimè, l'esistenza di questi store dove ci sono tutte cose per bimbi e si salvi chi può, comprerei tutto!Ci sono un sacco di articoli di tutte le marche e io divento matta a provarle TUTTE. E così via a provare tutti i tipi di pannolini (non sono ancora riuscita a convincere marito a usare i pannolini lavabili, ma prima o poi ce la farò), tutti i tipi di salviettine, di cremine per il sederino, di traversine salvafasciatoio e salvacarrozzina....
Ne parlo con le amiche , anch'esse neomamme o con bimbi poco più grandi del mio Cippi e la frase più ricorrente e che comunque mi tranquillizza è: è tutto normale cara, sei solo entrata nel magico mondo delle mamme!!

lunedì 15 luglio 2013

Diario di un'allettata

Ebbene sì, sto affrontando una gravidanza abbastanza difficile.
Non sono bastati i forti disturbi che hanno caratterizzato i primi quattro mesi (fortunate quelle che hanno nausee mattutine, io sembravo la bambina dell'esorcista, non tenevo giù nemmeno l'acqua), ora che fisicamente sto bene e sono a metà del settimo mese ci si è messo il mio utero a fare i capricci, rischiando di fare uscire anzitempo il bebè. E ho pure il diabete gestazionale, tanto per non farmi mancare nulla.
E così , dopo essermi goduta questa gravidanza solo due mesi , il quinto e il sesto, ora mi ritrovo di nuovo a letto. Riposo coatto. E pure a dieta. Praticamente devo stare sdraiata la maggior parte del tempo. Fortunatamente esistono i tablet, i libri e i Vanity Fair, oltre ai telefoni fisso e mobile.
Credevo di impazzire, anche perchè con queste belle giornate sono chiusa in casa e non posso andare da nessuna parte , esco di casa solo per recarmi all'ospedale. Ho poi deciso di prenderla come una super vacanza , quella in cui sei servita e riverita e ne approfitti per leggere, leggere e leggere. Le amiche neo mamme mi assicurano che mi mancheranno MOLTO questi momenti, quindi ho deciso di ascoltarle e tento di godermela , anche se a volte la noia tenta di avere la meglio.
Ah, i miei maturandi hanno fatto un'ottima figura all'orale e sono usciti coi voti che si aspettavano. E io ingenua che credevo di aver finito, anzi, ero pure un po' dispiaciuta, soprattutto per Svania, lo seguo da quando frequentava la seconda media e ora ha finito le scuole superiori, non gli servirò più!! Tempo di pensarlo e...driiin! "Scarlett, ho il test d'ingresso per l'università, posso venire oggi, domani e dopodomani?" , poi un'altra ragazza "Scarlett, ho preso il debito d'inglese, posso venire a fare esercizi?" Venite venite che io rimango attiva e mi fa solo piacere, solo che le lezioni si svolgono in questa maniera: loro sul tavolo in sala, io a pochi metri affondata nel recliner del divano col libro in mano, che debbo farci...
Fortunatamente ci sono i vostri blog che mi tengono tanta compagnia, scrivete non sapete con quanto piacere vi legga!!!

martedì 18 giugno 2013

A volte ritornano...

Mi è sempre piaciuto insegnare, per questo non ho mai smesso di dare ripetizioni private a studenti.
Sebbene abbia frequentato il liceo psico-pedagogico, ho presto rinunciato a fare dell'insegnamento una professione. L'esperienza di una supplenza di due settimane in una scuola elementare mi aveva fatto capire che forse non ho il carattere per gestire una classe intera di irrequieti bambini, specie se piccolini . L'esperienza poi di una estate intera presso un centro estivo mi ha fatto talmente odiare i genitori (sì, anche al centro estivo rompevano per qualsiasi cosa e se osavi sgridare il loro angioletto l'indomani si presentavano col coltello tra i denti e ti segnalavano al capo, sempre) che ho messo una pietra sopra all'esperienza dell'insegnamento. Basta, ho cambiato settore. E non che ora non prenda rabbia nell'avere a che fare con insopportabili passeggeri, ma il rapporto è diverso, è più da toccata e fuga.
Il mondo della didattica però mi ha sempre affascinato. Lo studio, la scuola, i programmi.
Fortunatamente ora sono a casa in maternità e l'aeroporto lo vedo col binocolo, meno male, avevo bisogno di uno stacco soprattutto emotivo da quel freneticissimo stile di vita. Quest'estate per la prima volta non sarò immersa in un'orda caotica di passeggeri ma me la  godrò a casa. E non mi par vero.
Manco a farlo apposta, sono stata assalita da un esercito di maturandi angosciati. 
Scherzo, in realtà non sono proprio un esercito , sono il solito Svania (che seguo da quando frequentava la seconda media, oddio come sono vecchia....) e una sua compagna di classe. 
Costoro ora hanno preso l'andazzo di venire da me TUTTI i giorni, tranne la domenica. 
Con Svania facciamo esclusivamente inglese, che tanto comunque non gli entra nè mai gli entrerà in testa mentre  la sua compagna si è rivolta a me inizialmente per inglese poi, successivamente, colta dall'angoscia totale e globale per gli imminenti esami , ha deciso che IO l'avrei aiutata in inglese, storia, italiano , psicologia e nella stesura della tesina. Oggi abbiamo persino fatto due temi in previsione dello scritto di domani.
Io , figurarsi, io che non tocco un libro di storia da quando frequentavo le scuole superiori e che ho sempre trovato pesantissimo studiare capitoli e capitoli di avvenimenti. Ancora oggi uno dei miei peggiori incubi è sognare la prof che mi vuole interrogare in storia e io che non mi ricordo nulla. Io non sogno l'esame di maturità quanto l'interrogazione di storia. E ora, ironia della sorte, trascorro pomeriggi interi a sorbirmi Giolitti, prima guerra mondiale, rivoluzione russa , avvento del fascismo e via discorrendo. 
Ciò che trovo incredibile è che quanto sei a scuola e ti tocca studiare queste cose , in tempi strettissimi, in vista di un'interrogazione e soprattutto assieme a tante altre materie, giungi a  sentirne il carico insopportabile, e magari ad odiarle anche.
20 anni dopo mi ritrovo mio malgrado a riaprire un libro di storia e ad affrontare gli stessi argomenti che mi opprimevano. Ovviamente ora non ho nessuna interrogazione in programma e non devo rendere conto a nessuno di ciò che io apprendo. Faccio riassunti assieme all'alunna e la aiuto nell'esposizione, quindi inevitabilmente mi ritrovo ad elaborare le informazioni che ricavo dal libro.E vi dirò. Mi piace. Mi piace tantissimo e trovo tutto veramente interessante, e ora capisco bene quando la mia insegnante ai tempi diceva che "la storia si ripete", altrochè, crisi, depressioni , inflazioni , ribellioni da parte dei ceti sociali deboli , guerre e poi boom economico. Alleanze , corruzioni e colpi bassi tra le nazioni DA SEMPRE . Ora capisco molte cose.Ora che ho la mente più sgombra posso soffermarmi ad approfondire tanti aspetti, ora capisco anche perchè Mussolini aveva  avuto negli anni un consenso sempre crescente nonostante ammettesse palesemente l'uso della violenza.
Insomma, mi sto esaltando un sacco, anche nello stendere la tesina , nell'analizzare i testi di D'Annunzio e nel comporre i saggi brevi per l'esame di maturità. Ah dimenticavo, ho anche ascoltato tutta un'esposizione sulla nascita della fotografia e nello specifico sui fotografi americani nel periodo tra le due guerre. Argomento interessantissimo di cui non sapevo proprio nulla. (I ragazzi frequentano un istituto di grafica pubblicitaria).
Insomma, sono contentissima di avere le giornate impegnate nel fare ciò, mi piace molto e sono più entusiasta io di loro! Per forza , non devo mica sostenerli io gli esami, he he....
IN BOCCA AL LUPO RAGAZZI!!!

martedì 15 gennaio 2013

"Vorrei chiamare uno psichiatra e farlo assistere a quello che stiamo trovando "

Disse mia cognata ieri, mentre eravamo intente a svuotare il ripostiglio a casa dei suoceri.
eh sì...altre belle sorprese !! 

è stata una giornata impegnativa ma parecchio divertente. 
premetto che io non sono portata per fare queste cose da sola, ci metterei una vita e mezza, sono troppo lenta e non essendo molto ordinata ci metterei tantissimo solo per riorganizzare gli spazi , se sono invece in compagnia di qualcuno che mi sprona e che mi da direttive su come sistemare tutto allora vado come un treno. Mia cognata, come la zia di Rhett con cui avevo sistemato gli armadi di suocera , è un vero caterpillar, ma ovviamente è mooolto più divertente fare certi lavori con lei che con la sorella di mia suocera! 
Ogni cosa che trovavamo era un commento...

Dunque, l'obiettivo di ieri era il ripostiglio, stanzino stipato di qualsiasi cosa , di cui mai io ho visto la reale profondità...pieno di sacchetti di plastica che sembravano piombarti in testa da un momento all'altro.
Armate di guanti, detersivi , spugne e sacchi abbiamo affrontato il ripostiglio e.... si salvi chi può....
Oltre a una scopa, diversi manici di scopa orfani, ombrelli e qualche valigia, il resto erano: sacchetti di plastica contenenti altri sacchetti di plastica , che contenevano altri sacchetti di plastica contenenti....nulla. Quando andava bene trovavamo una scatoletta del 1984 con una biscottiera premio del mulino bianco, una candela di Natale, un centrotavola di Natale . 
Oppure valanghe di carta regalo di Natale USATA , ho anche riconosciuto le carte involucro dei  regali che i miei genitori fecero loro in occasione degli scorsi  Natali, coi bigliettini scritti da mia sorella.
Cosa pensava di fare? riciclarli forse? ma non erano nemmeno in buono stato!!!
Abbiamo diviso: sacchi viola per il generico, sacchi gialli per la plastica, in modo da poterli accumulare ai sacchi condominiali già in strada.  A fine giornata abbiamo riempito tre sacchi generici e NON SO QUANTI sacchi di plastica, davvero, ho perso il conto!!!! Alla fine erano tutti sacchetti di plastica uno dentro l'altro come le matrioske., tant'è che per rimettere le cose dentro al ripostiglio ci abbiamo messo due minuti, era vuotoo!!

Poi è stata la volta dei mobili in corridoio. più che mobili direi comodini.
Sì perchè dovete sapere che suocera , tutte le volte che avveniva qualche svuotamento casa, che fosse di una vecchia zia defunta o semplicemente di qualcuno che cambiava arredamento, correva ad impadronirsi dei comodini.
Morale, il suo lungo corridoio d'ingresso e la sua camera da letto sono pieni di comodini tutti diversi tra loro. All'occhio un gran bel gusto direi...
Codesti comodini sono stati ad uno ad uno aperti e....apriti cielo! pieni zeppi di sacchettini di plastica , che sono stati tutti aperti ad uno ad uno...
Comodino uno: pieno di sacchetti contenenti sacchettini che contenevano sacchettini che contenevano un paio di collant tagliate ciascuno. Ogni singolo oggetto era chiuso in una media di tre sacchettini.  ricordo che suocera tagliava collant perché le dava fastidio l'elastico in vita, oppure tagliava solo il piede, o solo la gamba insomma un paio di collant intere non erano sopravvissute .Abbiamo trovato gambe di collant, piedi di collant o fascia alta di collant, tutto tagliato e separato.Quando ci andava bene, perché molte volte dopo aver aperto le matrioske di sacchetti trovavamo solo confezioni di calze VUOTE.
Comodino due: reparto cucito, sacchetti contenenti sacchetti contenenti sacchettini mignon contenenti una spoletta ciascuno. totale spolette rinvenute : 3, il resto del contenuto del comodino era composto da ORLI di pantaloni e jeans che lei tagliava ma NON buttava, oppure da elastici che lei toglieva dai pantaloni del pigiama e non buttava.
Ci siamo chieste: ma cosa passa per la testa a  una persona mentre intenzionalmente archivia codeste cose?
Comodino tre: accatastamento esagerato di sandali,  ciabatte , pantofole da donna  vecchie e stravecchie , alcune talmente conciate che erano riparate con del nastro isolante. Lei non se ne era mai liberata. Ci abbiamo pensato noi.

Ci siamo poi recate  in camera da letto per ritirare una cosa e l'attenzione ci è stata catturata  da un altro comodino, ( il quarto) su cui è poggiato un televisore di recente acquisto.
Comodino quattro: la parte immediatamente sotto il televisore è vuota, nel senso non coperta da anta, è a vista, ma lei ai tempi aveva ben pensato di coprirla con del...cartone. Una buona scelta estetica , non c'è dubbio! Disgustate spostiamo il cartone e....sorpresa! Si palesano davanti a noi delle scatolette di tonno, carne in scatola, bottigliette di gazzosa . Si era creata una dispensa nascosta di cui lui ignorava l'esistenza. Una sorta di  bunker antiatomico.

Suocero poi ci  ha pregato di portare alla discarica anche uno stendino sgangheratissimo rattoppato con del nastro isolante dappertutto e con attaccato...un campanaccio.... Alla domanda del perchè fosse campano-munito la risposta è stata : "Lei metteva lo stendino vicino alla porta, così se qualcuno entrava furtivamente colpiva lo stendino e il campanaccio suonava e lei si accorgeva della presenza..." .
Vi chiederete dove vivano suoceri. In aperta campagna? cascina? luogo isolato? NO.
In un condominio che affaccia su uno dei vialoni più trafficati della città. Al terzo piano. Con porta notoriamente chiusa a chiave. E dotata sia di citofono che di campanello.

Quando una è matta, è matta.
Non ce n'è.

Alla prossima puntata.
(cosa pensate che sia finita? mancano ancora un sacco di mobili! C'è ancora tutto il soggiorno da aprire!)

lunedì 17 dicembre 2012

oratori

Oggi sono stata invitata ad un battesimo. Il bimbo è figlio di un cugino di Rhett.
Nonostante il parentado fosse di Rhett, sono stata benissimo, con i suoi cugini e i suoi zii vado daccordo , abbiamo piacevolmente chiacchierato tutto il pomeriggio . Inoltre per una serie di incroci di conoscenze la madrina del bimbo era una mia collega. Quindi , mentre Rhett , in mezzo ai SUOI parenti, si annoiava ,io non sapevo più dove girarmi per chiacchierare .  A dire la verità io in questi eventi ci sguazzo, mi piace sentire le ultime novità da tutti...
Il ricevimento si è svolto nella saletta dell'oratorio adiacente la Chiesa.
La zia di Rhett -zia Olly-  nonna del bimbo battezzato, si è fatta veramente in quattro per abbellire suddetta saletta, ha creato dei festoni ritagliando cerchi dalle bottiglie di plastica colorate, ha appeso al muro  coreografie di fiori con i fondi delle bottiglie di plastica e creato finti rami di fiori per i centrotavola utilizzando i fondi dei portauova di plastica, ricoperti di velina gialla. Dei capolavori. Tutto poi è stato abbellito da vivaci tovaglie gialle e piatti e bicchieri arancioni. Palloncini appesi ovunque hanno contribuito a creare l'atmosfera di festa.
Hanno fatto benissimo a scegliere una saletta del genere, primo per la comodità, di fianco alla Chiesa e poi per l'economicità, già eventi di questo tipo sono una salassata per una famiglia. (Penso se dovesse capitare a me e a Rhett, dove troveremo i soldi per fare una festa del genere? Mamma mia...)
Premetto che più le occasioni sono informali e più mi piacciono, e penso che le location più chic facciano tanto festa ingessata. Sono stata benissimo e a mio agio. La mia riflessione però è un 'altra.
Guardavo quella saletta, così uguale a tante altre sale di oratorio viste in giro. Come sarebbe stata senza tutti quei bellissimi addobbi della zia Olly? Una saletta squallidissima, pavimenti di marmo puntinato vecchissimo, serramenti stravecchi , porte alte con addirittura il vetro sopra gli stipiti delle porte.  Muri che hanno conosciuto imbiancature migliori...sedie risalenti ai tempi della mia nonna.
Insomma , squallore puro. 
E quello che mi ha sconcertato è che mi sembrava normalissimo. era una situazione da oratorio. Era una saletta "tipica", era ciò che mi aspettavo da un oratorio.
Ora che ci penso io nella mia poca esperienza a riguardo non ho MAI visto oratori che non fossero squallidi così.
Sarà per questo che da piccola odiavo andare all'oratorio? O forse appunto perchè lo odiavo li vedo tutti brutti? Ma SONO brutti!! 
Eppure basterebbe così poco per renderli più accoglienti!!

martedì 11 dicembre 2012

decluttering (o di ciò che è saltato fuori dagli armadi , e non solo, di mia suocera)

Oggi grande appuntamento in casa del papà di Rhett con mia cognata e zia Carluccia, sorella della mamma di Rhett, per il grande evento dello svuotamento dell'armadio.
Premesse:
  • Non dimentichiamo che Suocera era una donna tanto buona e apprensiva verso i suoi cari , ma terribilmente suonata e piena zeppa di fissazioni assurde.
  • Cognata e zia Carluccia sono , a differenza di me, due persone pratiche , veloci , organizzatissime e con la passione sfrenata per il riordino degli armadi, lo fanno anche su commissione per amiche e parenti (pazze!)
  • Suocera, appunto, era dedita all'accumulo compulsivo , anche se poi si vestiva sempre con le solite due cose.
Dopo quattro ore filate e ininterrotte  per svuotare di buona lena solo due ante dell'armadio  , ecco i risultati :


  • Due sacchi pieni di roba da dare alla Caritas, maglioni che nessuno vuole, camicie da notte, canottiere, vestiti, pantaloni.
  • Due sacchi pieni di roba da buttare, in quanto rotta, lacerata, rattoppata in malo modo.
  • Una serie infinita di cose vecchie, pannolini vecchi, grembiuli da casa interi che usava appena sposata, copricostumi di spugna che usava quando portava i bambini al mare (i "bambini" hanno 46 e 44 anni)
  • Una lunga serie di camicie a cui lei tagliava "il collo" perchè  diceva di sentirsi soffocare , e tagliava il collo anche alle magliette di suo marito, che sono quindi inutilizzabili. Aveva questo vizio anche per le magliette dei figli, per fortuna le ire di cognata l'avevano convinta a desistere.
  • Una lunga serie di pantaloni "da casa", suoi e di suo marito , a cui toglieva qualsiasi accenno di elastico in vita , perchè "danno fastidio", decideva lei quello che dava fastidio o no, nessuno poteva esprimersi. Risultato, tutto da buttare.
  • Federe senza bottoni, i quali venivano preventivamente rimossi perché il cuscino vi "soffocava" dentro.
  • Lenzuola di lino con pizzo di Cantù, bellissime e di cui Cognata ed io ci siamo già appropriate, peccato che Suocera non le avesse mai lavate in vita sua, e avessero i lati marroni dalla tanta polvere depositata. 
  • Sono poi spuntate anche cose bellissime, ancora confezionate e mai aperte, quali lenzuola nuove, asciugamani ricamati e non, molto belli e colorati. Perchè non li ha mai usati? Perchè usare sempre le stesse cose lise e rattoppate e lasciare nell'armadio tutto quel ben di dio?
  • Suocero fortunatamente non faceva resistenza, anzi era felice di tutte queste pulizie e aggiungeva stracci al sacco da buttare, c'erano un sacco di lenzuola lacerate appallottolate tra il muro e la lavatrice perchè lei diceva che avrebbero ammortizzato le vibrazioni della lavatrice... (?)

Abbiamo poi dato un'occhiata (solo un'occhiata) ai pensili della cucina , promettendoci un nuovo appuntamento per proseguire. Anche qui le manie di mia suocera erano evidenti: sacchetti di caramelle vuoti e piegati e infilati a loro volta  in altri  sacchetti vuoti, tipo matrioske. Il perchè non è dato sapere. 
Scatole di latta dei biscotti conservate vuote. Vaschette di plastica riempite con fogli assorbenti polverosissimi dove teneva olio e aceto. Una serie infinita, tra il mobile e la finestra, di sacchetti di plastica piegati, che hanno ormai raggiunto altezza uomo.
Il top del top è stato un bicchiere ormai grigio dove lei teneva gli stuzzicadenti usati per gli involtini, con ancora i pezzi di carne attaccati!! Bleaaah! Quello è volato direttamente in pattumiera, senza aspettare.
Suocera aveva poi tappezzato casa di santini e altarini alla Madonna , con tanto di fiorellini finti pieni zeppi di polvere e ragnatele. Santini infilati nelle cornici degli specchi, ovunque, persino nel pensile della caldaia abbiamo trovato delle medagliette dei santini.
La tenda della cucina poi era vecchissima e troppo lunga per quelle finestre corte, quindi aveva ben pensato di avvolgerne le estremità in due sacchetti del pane !!!
In sala poi già pregustiamo il momento in cui "libereremo " una poltrona inaccessibile: da sempre ivi giacciono una pila di quotidiani risalenti al 1998 che nessuno ha mai potuto toccare. Sempre sullo schienale della poltrona stessa campeggiamo ritagli di giornale raffiguranti il Papa attaccati direttamente con lo scotch . Sì avete letto bene, attaccate con lo scotch direttamente sullo schienale della poltrona. 
Ho dato una descrizione abbastanza orrorifica delle sue manie? Sì? 
Ne manca una che ho scoperto solo oggi. Stavamo guardando alcuni dei quadri appesi in corridoio. Alcuni sono molto belli, dipinti dal marito di zia Carluccia . Ad un certo punto il nostro sguardo si sofferma su un quadro dipinto da un lontano parente di mia suocera. Il quadro è stato coperto da un calendario del 2011 con ritratti i nipotini, figli di Cognata. Come ha fatto mia suocera ad attaccarlo? Semplicissimo, ha preso una puntina e HA BUCATO la tela del quadro !!!Non solo, ha anche pensato bene di fissarne i bordi, sempre alla tela , con lo scotch!!! Coprendo e rovinando per sempre l'albero dipindovi sotto.
Stavo per svenire... 

venerdì 7 dicembre 2012

cenere eri e cenere ritornerai

Lentissimo ritorno alla normalità.
Lentissimo nel senso che per Rhett qualcosa è cambiato per sempre, la lacerazione provocata dalla  mancanza della sua mamma purtroppo mai si rimarginerà.
Oggi è rientrato al lavoro . Non ne vedeva l'ora, in effetti dopo un mese passato al capezzale della madre dentro e fuori dall'ospedale  tornare alla solita routine, tra solite mansioni e soliti colleghi gli può fare solo bene.
La scorsa settimana è stata da panico, veramente. 
L'ospedale ci ha chiamati alle ore 1,40 della notte tra martedì e mercoledì. Rhett era appena tornato a casa dall'ospedale molto agitato e con dei brutti presentimenti, la mamma era tutto il giorno che apriva gli occhi ma non riconosceva più nessuno, non mangiava da tre giorni e si idratava solo tramite flebo. mascherina di ossigeno e morfina ormai erano le sue compagne fisse da dieci giorni .
Ore 1,40 arriva la fatidica telefonata. Corsa all'ospedale. Buio nel reparto di oncologia. Silenzio. Camminare piano. Non fare rumore. Le infermiere chiamano il cappellano che dà una benedizione alla mamma. Io e Rhett nel buio e nel silenzio dobbiamo svuotare armadietto e comodino di ospedale. Torniamo a casa . Chiamiamo fratello di Rhett. Segue notte insonne.
Mercoledì:  Viene informato il padre di Rhett, ottantenne, il quale apprende la notizia con rassegnazione, ma senza disperazione .Giornata pienissima sotto una pioggia incessante, mattinata passata tra pompe funebri e commissioni inevitabili..
Nel pomeriggio viene aperta la saletta presso l'obitorio dell'ospedale. Rhett, io, cognato e cognata presidiamo tutto il giorno la saletta al freddo e al gelo e accogliamo l'interminabile processione di amici e parenti. Segue Santo Rosario presso la Chiesa Parrocchiale.
Giovedì mattina: altre commissioni e presidio camera mortuaria. Nel pomeriggio funerale.
Venerdì: giornata stand-by, altre millemila commissioni.
Sabato mattina ore 7,30: solo Rhett ed io assistiamo alla cremazione della sua mamma, secondo la sua volontà. Attendiamo per un'ora e mezza in una saletta lugubrissima e puzzolente di stantìo, con le pareti bordeaux e il soffitto nero, solo io, lui e la bara. Cerchiamo di dire delle preghiere, di salutarla l'ultima volta.
Poi ci fanno accomodare in una saletta laterale davanti a un video. Mi dicono che ora staccheranno la targhetta col nome e ci verrà restituita. Chiedo che ci venga restituita anche la croce sopra. Fanno i finti tonti e ci dicono che se proprio la rivogliamo dobbiamo firmare. Certo che la rivogliamo, non permetteremo che venga commercializzata di nuovo, non vogliamo alimentare  un business già abbastanza vergognoso.
Possiamo assistere al tutto davanti a un video piazzato davanti al forno. Vediamo la bara che arriva davanti, vengono tolti targhetta, croce e viti varie, poi lo sportello si apre e io sento arrivare una folata di arrosto bruciato. Mi viene la nausea. Vedo una luce rossa in fondo al forno, la bara viene infilata dentro e spinta a gran forza , poi lo sportello viene chiuso. Chiudo gli occhi e mi scendono delle lacrime. Avremo fatto bene? L'impressione che ne ho avuto al momento è quello di mandarla a bruciare tra le fiamme dell'inferno. ma poi penso che sono solo metafore dantesche che abbiamo in testa.  Il fuoco purifica , no? e poi lo dice anche il Vangelo, cenere eri e cenere ritornerai, o no?
Ce ne andiamo dopo poco, il tutto dura tre ore, ma è inutile stare a fissare un forno chiuso. 
Nel pomeriggio siamo tutti in attesa al cimitero, arriva il pulmino delle pompe funebri e porta l'urna.
La appoggia sul tavolino di vetro. Rimaniamo abbastanza impressionati. L'urna ha forme e dimensioni di una scatola di cioccolatini. Un rettangolo alto pressapoco tre centimetri. La domanda che si fanno tutti è la stessa: tutto lì dentro? siamo sicuri? meglio non farsi ulteriori domande.
Il parentado se ne va, torniamo a casa del papà di Rhett e ceniamo lì assieme al fratello di Rhett, sua moglie e i bimbi.
Guardo mia cognata e penso a tutte le litigate che facevano SEMPRE quando si incontravano, alla tensione che aleggiava quando ci si trovava tutti insieme, alle urla che non venivano mai trattenute, ai loro continui battibecchi , a volte anche pesanti. 
Basta.
Non succederà più.
Il capitolo è definitivamente chiuso.


domenica 25 novembre 2012

di ospedali e infermiere

è un periodo brutto e difficile, molto buio soprattutto per Rhett: sua madre è gravemente ammalata e ormai è fissa all'ospedale, non le restano che pochi giorni.
è ormai una settimana che siamo di casa in ospedale,  Rhett, suo fratello , il loro padre ed io facciamo i turni per assistere suocera 24 ore su 24.

purtroppo è ricoverata da più di una settimana e ancora non è stata sistemata nel  reparto di oncologia , non ci sono letti , non se ne liberano ed è parcheggiata alla benemeglio in un altro reparto, chirurgia vascolare. Quindi senza i suoi medici, che fanno giusto capolino due minuti al giorno, con poche disposizioni e scarso interesse del personale del reparto. Non ci sono nemmeno posti all' hospice , reparto per malati terminali dove dovrebbe stare.

In questi giorni di solitudine al suo capezzale (lei è sedata da quantità enormi di morfina, dorme praticamente sempre ) ho avuto modo di guardami intorno e riflettere su tante cose.

Tutti i letti, tutti, sono occupati, non appena dimettono qualcuno le infermiere hanno a malapena il tempo di cambiare le lenzuola e subito qualcun'altro viene ricoverato , spesso non è un paziente di chirurgia vascolare. Mia suocera ha avuto due vicine di letto che sarebbero dovute stare in ortopedia.
E allora io mi chiedo: quanti posti letto vogliono tagliare ancora? Ma anche qui, chi decide queste cose probabilmente ha una salute di ferro, e anche i suoi parenti godono di questa fortuna , perchè vuol dire che non ha MAI fatto un giro in ospedale, e vedere i malati parcheggiati nelle barelle anche in reparto (visti con i miei occhi!) letteralmente infilati dentro lo sgabuzzino dei farmaci, in attesa che si liberasse un letto. Con la riduzione dei letti cosa succederà? Dove vogliono vedere parcheggiati i degenti,nel vano ascensori?

Sui medici ho qualche riserva. 
Forse il nostro immaginario è deviato da troppe puntate di E.R e da Grey's Anatomy. 
I medici in corsia , almeno in quel reparto si fanno vedere pochissimo. Sarà che la stanza di mia suocera è quella delle sfigate parcheggiate ma in corsia di medici io ne ho visto solo uno , giovane, che sgambettava  avanti e indietro , col suo tutone verde e il camice bianco e le immancabili crocs, gli altri...non pervenuti, tranne una dottoressa che appariva ridicola nel camminare goffamente su tacchi improponibili, almeno 12 cm se non di più, ideali direi per andare avanti e indietro in corsia.
Una notte Rhett ha chiesto a un'infermiera se si poteva chiamare il medico di turno perchè sua mamma stava delirando ed era molto agitata, voleva che si autorizzasse una sedazione. L'infermiera ha talmente tergiversato che alla fine è arrivata mattina senza che si fosse vista l'ombra di un dottore. Rhett ha avuto la forte impressione che il medico di turno non volesse essere svegliato per nessun motivo . Che nervi. 
Le notti al lavoro le faccio anch'io, e anche se non c'è niente da fare  non mi imbosco a dormire. Sto lavorando!

Gli infermieri sono degli angeli, la maggior parte giovani, molto disponibili, carini e soprattutto molto molto pazienti. Quando una persona è malata e costretta a letto può diventare molto noiosa, oltre che molto nervosa, e loro riescono a calmare e ad assecondare chiunque. Naturalmente in ogni gruppo di persone fantastiche si nasconde la mela marcia, ogni reparto ha la sua infermiera stronza, che arriva già scocciata e sbuffante, che risponde male sempre, a qualsiasi richiesta, che sia da parte del degente che del familiare... Rivolta a suocera: "non lo vede che sto facendo un'altra cosa?" Lo vede, infatti aspetterà che tu abbia finito, malmostosa.
"Certo che se la mascherina dell'ossigeno non se la tiene bene ..." se l'è tolta un attimo per riuscire a parlarti, demente.
"certo che se non sta seduta bene per forza poi le manca il respiro"  le manca il respiro perchè sta morendo di tumore ai polmoni, mica per come sta seduta, ma ci sei o ci fai?
 "Allora, vuole stare su o giù? Si decida per favore" la pazienza non è certo il tuo forte...
Rivolta a me: "Devo regolare io la mascherina dell'ossigeno? potete farlo anche benissimo anche voi!! " 

E che cazzo ne so come si fa, l'infermiera sei tu BRUTTA STRONZA!!


mercoledì 21 novembre 2012

Ma come, non vai in feriee???

Complice il recente acquisto casa, col salasso che solo questa operazione ha comportato e l'acquisto dell'arredamento (e nemmeno tutto ... diciamo metà) i conti correnti mio e di Rhett si sono prosciugati. Siamo pieni di debiti , mutuo e finanziamenti vari (auto e mobili) e arriviamo veramente puliti a fine mese. Se poi si aggiunge la rabbia cieca di quando ho scoperto che avevo fatto un piccolo investimento e le azioni si sono svalutate del 87%...... cioè tutto in fumo ecco praticamente la situazione è bell'e che definita: viviamo del nostro stipendio. Stop. Altre entrate non ce ne sono. In quel range dobbiamo stare. Stop. Storie non ce ne sono.
Col nuovo governo in carica poi, le nostre buste paga sono in continuo alleggerimento... più lavori più sei tassato, tanto vale starsene a casa in ferie.
Data la situazione, oramai è qualche anno che la parola "vacanza" è solo un ricordo. Non guardo più nemmeno i cataloghi per non farmi venire strane voglie. 
Non possiamo più permettercele, tutto qui. 
E non ce ne facciamo un cruccio, è stata una nostra scelta quella di acquistare casa, di prendere la cucina che ci piaceva , di prendere la camera da letto che ci piaceva, di farci allettare da quel bel divanone bianco in pelle con tanto di penisola e recliner....
Siamo felici. Non ci manca niente. (sì beh a parte il mobile della sala, tutto il bagno padronale, la cameretta ... ma sono dettagli...)
Possiamo anche ritenerci fortunati, riusciamo a pagare tutti i nostri finanziamenti, a fare la spesa, pagare tutte le bollette, rifornire di benzina le nostre auto e qualche volta riesco anche a uscire per pizza con la amiche o un cinema . Riesco ancora ad andare dal parrucchiere e a comprarmi qualche vestito con i saldi.
C'è gente che non riesce a fare più nulla di quello che ho appena elencato, e questo è grave.
Stiamo benone anche senza andare in vacanza , non ci importa. 
Pare che ad altri importi invece, e molto.

Dialogo con amica Maryland (a proposito, per chi aveva seguito la sua vicenda, è guarita! ha sconfitto la bestia...)
Giugno.
"Scarlett, quindi in questi giorni sei in ferie?" 
Sì
"E cosa ci fai a casa?"
"In che senso? Sto a casa, in questa casa ci abito"
"Nel senso che non vai via?"
"No, non possiamo permettercelo..."
Guardandomi con occhi sgranati: "Coooooome no? ma cosa ci fate a casa, non sentite l'esigenza di andare via?"
"No"
"Io non capisco come si possa avere le ferie e starsene a casa"
Probabilmente non capisci come si fa non avere soldi... 

Dialogo con collega straricca che lavora (su sua stessa ammissione) per hobby, moglie di un anziano comandante di boeing 767.

"Scarlett hai le ferie adesso?" 
"Sì"
"E dove andate di bello?"
"Da nessuna parte, non possiamo permettercelo"
"Beh , ma allora non  fare tutte e tre le settimane, vai via solo una settimana"
"No, non possiamo nemmeno una settimana...l'anno scorso siamo andati via 4 giorni in montagna, in quel posto paradisiaco che ci hai consigliato tu , ricordi? ma quest'anno proprio non si può"
"Allora fatti un week end"
"No" (ma perchè mi devo giustificare? comincio a sentirmi un po' umiliata...) ," nemmeno un week end riusciamo a fare"
"Ma hai tre settimane di ferie!te le fai tutte a casa?"
"Sì" a meno che tu non voglia sponsorizzare - mi viene da dirle-
"Ho io la soluzione!!!Puoi abbinare un week end in montagna e uno in una capitale!!"
STOMP!! Rumore della mia testa che cade sul un banco check-in.  

Ottobre.
 L'ufficio del personale mi contatta dicendo che ho troppe ferie arretrate. Devo stare a casa un mese in ferie "forzate"

Dialogo con Maryland:
"Adesso stai a casa un mese?" 
"Sì, io un mese e Rhett una settimana "
"Beh, stavolta andrete via spero!" dice con fare acido...come se a rinunciare alle ferie fosse lei.
"No..."
"Coooome nooo!!"
"Non possiamo permettercelo" a ridaje.... 
"Beh una settimana ve la farete almeno..."
"No..."
"Beh un week end certamente, per forza, almeno un week end andrete via..."

Mi arrendo.
Cambio discorso e per fortuna il dialogo vira verso altri argomenti.

Tutto ciò mi porta ad una amara riflessione.

Se chi ci sta intorno - e intendo proprio persone  con cui condividiamo molto, che possano essere colleghi quanto amici d'infanzia , che di noi sanno, o dovrebbero sapere quasi tutto - NON riesce a rendersi conto che  il nostro tenore di vita è cambiato, non riesce a capire nemmeno se gli diciamo chiaramente che NO, NON possiamo, NON abbiamo soldi che avanzano per le vacanze, NON possiamo nemmeno permetterci un week end, insomma, che viviamo dignitosamente ma che  fuori dal binario NON possiamo andare....
COME POSSIAMO PRETENDERE CHE LO FACCIANO LA CLASSE DIRIGENTE , I NOSTRI POLITICI, CHI STA TRANQUILLO SULLA SUA POLTRONA A PRENDERE STIPENDI A 4 O 5 ZERI?

Se anche  la mia migliore amica fa fatica a credere che mi manchino i 35 euro per andare al ristorante  giapponese, NON mi stupisco che chi è più in alto continui a imporci  sacrifici che non possiamo più sostenere.  Se chi ci sta vicino fa così fatica ad immedesimarsi nelle situazione economica limite in cui viviamo, come possono farlo il ministro del lavoro o dell'economia?