giovedì 27 marzo 2014

è un po' che non ti vedo !

Il momento è giunto. Prima o poi doveva arrivare. Era inevitabile.

Il mio rientro al lavoro.

Domenica 16 marzo , dopo un anno di assenza, sono rientrata al lavoro.

Ero in ansia, vero che avrei avuto a disposizione due giorni di affiancamento, ma rientrare in quel vortice di voli-accettazioni veloci-fai in fretta che il volo chiude-adrenalina a mille-corri di qua corri di là mi impensieriva, non ero più abituata.
E poi stavolta il pensiero fisso era a LUI, il mio Cippi, che avevo lasciato a casa.
Fortunatamente per ora io e Rhett tentiamo di fare turni più opposti possibili, in modo che il Cippi stia con uno o con l'altro, evitando di sovraccaricare mia madre. Purtroppo non è sempre possibile e il piccolino a volte deve essere affidato , per una o due ore , alla mia famiglia.
Per me ovviamente non esistono mani più sicure, mia madre non ha praticamente mai smesso di curare bambini, appena è cresciuta la mia ultima sorella è arrivata la nipotina, quindi il giro non si è mai interrotto. 
Il problema è che il piccolo è ancora molto attaccato a me e la prima volta che ho dovuto a lasciarlo a mia mamma per quattro ore ha pianto per un'ora di fila. Finchè si è trattato di giocare o mangiare nessun problema, ma quando è arrivato il momento della nanna è andato in crisi. E io con lui . Penso però che le difficoltà di inserimento ci siano per tutti i bimbi. E quindi prima o poi si abituerà. Spero.

Ma veniamo al mio rientro.
Premessa: lì dentro siamo in tanti, anche nello stesso reparto siamo tanti colleghi, giriamo su turni di 24 ore e 7 giorni su 7, con contratti diversi , chi lavora 4 ore, chi 6 , chi 8. Chi part time orizzontale e chi , come me, verticale, ovvero 3 giorni fissi a 8 ore. Chi ha turni fissi di mattina, chi di sera e chi invece gira a rotazioni alterne, mattine e pomeriggi. Chi sta sempre al terminal 1 e chi sempre al terminal 2, e chi, la maggior parte, lavora un po' di qua e un po' di là.
Quindi è evidente che ci sono colleghi che vedo più spesso e altri che vedo solo quando "girano" in una turnazione a me favorevole. Ovvero devono coincidere  lo stesso giorno, la stessa fascia oraria e lo stesso terminal. Ci sono quindi colleghi che vedo poco.Possono passare mesi prima che ci si incroci di nuovo. Capita quindi che non ci si accorga subito dell'assenza di una persona. Spesso dopo mesi e mesi ci si rende conto che da un bel po' non si vede più un collega. E si comincia a chiedere in giro: "Maaaaa.....è un po' che non vedo più Tizio...."  "Ma come non lo sai? è a casa in infortunio/malattia /cassa integrazione /maternità/ha cambiato reparto/si è licenziato 6 mesi fa!!!" "Ah davvero?"
Nello specifico alcuni colleghi non si sono mai accorti che io sono stata assente ben un anno. Pochi per fortuna. Il problema è che questi pochi erano in turno tutti concentrati nel pomeriggio di domenica 16 marzo.
Quando la sottoscritta Scarlett ha fatto il suo timido esordio in reparto , con un sentimento misto tra il timore e il magone , non se l'è cagata nessuno. 
Che dire? è stato triste, nessuna faccia amica, le colleghe con cui ho rapporti di amicizia erano in ferie o di riposo o in permesso festivo. è periodo di grandi ferie, la dirigenza ha deciso di far smaltire le ferie in eccesso e molta gente è a casa. Quindi mi sono ritrovata in turno con colleghi che mi biascicavano un ciao poco convinto come se mi avessero visto un'ora prima. 
Decido di  assistere a un imbarco, molte procedure sono cambiate e vorrei aggiornarmi . Due  colleghi  mi vedono arrivare e " Che ci fai qui anche tu? Non dovremmo essere solo in due qui? Come mai siamo in tre?"  "Veramente sarei in affiancamento" "In affiancamento??? TU? E perchè mai?"  "Rientro oggi dalla maternità, è un anno che sono a casa." "Ah davvero?" "Sì".
Vado a vedere un check in. Una collega mi fissa. "hai cambiato colore di capelli? è un po' che non ti vedo...!"
Sono tornata  a casa con più magone di prima. Chi me l'ha fatto fare di rientrare? 

Fortunatamente dal giorno dopo tutto è cambiato. Ho incontrato un sacco di colleghe che mi sono corse  incontro, baci, abbracci, bentornata, sei dimagrita (ebbene sììììììì !!!! ) com'è il bimbo, fa vedere le foto, è bravo?dorme? mangia? fa la cacca?   
Ecco il bello di avere tanti colleghi che non girano tutti allo stesso modo è che ogni giorno ne incontri di diversi e ogni giorno è tutto un baci, abbracci, bentornata, sei dimagrita, com'è il bimbo, fa vedere le foto, è bravo? dorme? mangia? fa la cacca? 
E molti devo vederne ancora. è tutta una festa e sono contenta che sia così.è il lato bello del mio lavoro. 
E non credevo a chi mi diceva: "Vedrai, ti farà bene rientrare al lavoro, parlare coi colleghi, svagarti un po',uscire dalla routine mamma-bimbo!" Devo ricredermi. Pur adorando stare a casa col piccolo, ho sinceramente apprezzato il fatto di dovermene distaccare qualche ora , è una vera boccata d'ossigeno, posso parlare e muovermi tranquilla senza dover tenere continuamente 8 chili  di anguilla in braccio , che non vuole stare nella sua sdraietta nè nel suo lettino ma che vive in simbiosi con me. 
Fortuna che esistono i congedi per allattamento, così l'orario è ridotto e il turno passa in fretta per correre a casa e riabbracciare il mio Cippi!!!!!

lunedì 24 febbraio 2014

Punti di vista

In cucina, la mia nipotina seienne ed io.

Io: "Vieni,sciacquiamo questo ciuccio del Cippi, l'ho dimenticato tutta notte nello sterilizzatore a freddo, senti adesso come puzza di amuchina".

Nip (estasiata): " Mmhh...zia..senti che profumo di piscina!" 

^__^

domenica 16 febbraio 2014

SEI DI PAESELLO SE....

Circolano prepotentemente proprio in questi giorni su Facebook  una marea di gruppi in cui gli utenti interessati sono chiamati a lasciare un segno, un ricordo ecc e sono  denominati "Sei di (città natale) se...."

Risiedo attualmente nella città dove sono nata ma  ho vissuto fino ai 29 anni in un paesello limitrofo, che  negli anni 80-90 non arrivava ai 4000 abitanti. Ora si è ingrandito e molti campi e boschi , ahimè, sono stati fagocitati da piccole palazzine  e villette.
Mi è sempre stato stretto, la mentalità rispetto alla grande città era sicuramente diversa, il paesello era davvero indietro di trent'anni! 
Due asili, uno comunale e uno parrocchiale, una sola scuola elementare, una sola scuola media. Di fatto quindi ci si conosceva tutti.
Due oratori, perfettamente divisi tra maschile e femminile (tuttora!) e se vi doveste capitare di entrare  nell'unica Chiesa Parrocchiale ancora oggi vedrete le donne sistemate a sinistra e gli uomini a destra. Giusto nelle ultime tre o quattro file di sedie in fondo è socialmente accettato essere mischiati. 
Chi non ha vissuto in queste piccole realtà non può capire quando si dice che nei paesi  "il prete comanda più del sindaco" . Nel caso del mio paesello nulla è più vero.
Quando ero piccola i giovani , fino alla piena adolescenza e oltre,  erano suddivisi in due categorie: quelli che frequentavano l'oratorio e quelli che non lo frequentavano, e per questo assolutamente mal visti. Erano coloro che scorrazzavano in piazza e formavano le famose "compagnie sotto i portici" con biciclette e motorini.Oppure erano quelli che stazionavano con enormi circoli di sedie fuori dai bar. Ovviamente erano gruppi molto attrattivi ma io e la mia amica avevamo il divieto assoluto da parte delle nostre mamme  di azzardarci a frequentarli. All'oratorio non ci volevamo andare e ciò era oggetto di pesanti insistenze da parte delle nostre genitrici catechiste ...  rifiutandoci di frequentare quell'ambiente le avremmo messe in imbarazzo ma cosa dovevamo farci? Non ci volevamo andare! Risultato : passavamo le domeniche l'una a casa dell'altra, guai a uscire in piazza, altrimenti la gente "ci avrebbe guardato male". I ragazzi da prendere come esempio e modello erano quelli che frequentavano l'oratorio.

Quando cominciai a frequentare la scuola superiore, nella mia attuale città da oltre ottantamila abitanti , mi trovai immersa in una realtà molto molto diversa. Le mie coetanee non sapevano nemmeno cosa fosse l'oratorio, anzi, sì, era una cosa da bambini. Alla mia età già frequentavano da tempo compagnie  molto grandi che si trovavano quotidianamente da qualche parte in centro. Avevano già una discreta esperienza di relazioni affettive con l'altro sesso e già organizzavano feste con ragazzi più grandi , di quelle con musica , dove si ballava e ci si appartava con tipi appena conosciuti. Realtà molto lontane da quella dalla quale provenivo, ma dopo le prime iniziali titubanze finalmente fui felice di frequentare gente nuova , feste e pigiama party , dove non venivo giudicata perchè non frequentavo l'oratorio.

Però...c'è un però. Vivere nel paesello non ha sempre avuto lati negativi, anzi.
Proprio frequentando questo gruppo su facebook mi sono resa conto di quanto i ricordi siano per la maggior parte condivisi da tutti. I personaggi strani del paese erano conosciuti da TUTTI, se uno poi rievoca  un avvenimento particolare, se lo ricordano tutti. 
Le feste di paese, il palio, sono  avvenimenti molto sentiti , tutti ne sono coinvolti, se ne parla per giorni e giorni.  Durante la festa patronale Comune e parrocchia si fondono e diventano un tuttuno: guidate dal   "Corpo bandistico paesellese",  le contrade fanno sfilate che si tramutano in processioni che terminano in Chiesa per la benedizione. Il banco di beneficenza ha la sua location in oratorio maschile, mentre le bancarelle vere e proprie occupano le quattro vie che incorniciano la piazza. E tutto tutto il paese è lì fuori che partecipa, e alla sera si prepara una mega polenta con luganega, all'oratorio appunto, dove si può ammirare anche lo spettacolo dei fuochi d'artificio, pagati dal Comune.

Tutte queste reminiscenze  mi hanno fatto venire un velo di malinconia: innanzitutto questi eventi nella grande città dove vivo non sono sentiti con la stessa intensità , nemmeno all'interno dello stesso quartiere. Ovviamente la città è dispersiva ,e la gente di conseguenza è molto diversa. Ha meno "senso di appartenenza".
E poi ricordando certi episodi , capitati molto molto moolto tempo fa, mi sorge spontanea una considerazione.....oddio ma quanto sono vecchia?

domenica 19 gennaio 2014

CI SONO DONNE CHE AMANO TALMENTE TANTO IL LORO LAVORO ...

.
... da essere diventate spietate carrieriste.
... da andarci fino al nono mese di gravidanza. Volontariamente. E non sto parlando di lavoratrici in proprio, bensì di impiegate bancarie, dove sei solo un numero.
... da rientrare dalla maternità quando il bambino ha solo 5 mesi, perchè a casa si annoiano a morte.
... da uscire di casa  la mattina alle 7 e rientrare a casa la sera alle 19,30 e non importa se vedono i figli solo un'ora e mezza al giorno.
... da commentare acidamente la collega che non fa un minuto di straordinario perchè deve correre a casa dai figli. E c'è da lavorare, che diamine!
... da dire frasi agghiaccianti a proposito della cugina che si assenta dal lavoro quando il figlio è ammalato, quali  "Lei è il classico esempio di persona che fa pentire un datore di lavoro di avere assunto una donna".
... da andare lo stesso al lavoro anche con la nausea forte, in occasione della seconda gravidanza, " Tanto ho il bagno di fianco all'ufficio, posso vomitare anche lì".
... da elogiare il buon esempio di Michelle Hunziker , che ha partorito e 48 ore dopo era di nuovo al lavoro, contrariamente alla sottoscritta, secondo la quale quella benedetta ragazza il buon esempio non l'ha dato per niente, anzi ha creato un pericoloso precedente.

La donna in questione sopracitata da me descritta è nientepopodimeno che MIA SORELLA, quella di mezzo.
Oggi a tavola abbiamo avuto una brutta discussione, la pensiamo in maniera diametralmente opposta sulla questione lavoro-maternità e se ne è uscita con alcune frasi davvero infelici. Purtroppo antepone il lavoro alla figlia, al marito e anche al figlio in arrivo. Da sempre . Il lavoro prima di tutto. Insegnamento arrivatole da mio padre. Uguale uguale. Il lavoro nobilita. Tu SEI il lavoro che fai. 
I figli?
Li curerà qualcun'altro.
Hanno da fare, loro.

martedì 7 gennaio 2014

A.D.2013

Mi lascio alle spalle un anno che decisamente mi ha segnato.
Dopo l'annus horribilis 2012, funestato da tragedie , quali la mia prima gravidanza andata male e la perdita della mamma di Rhett, il 2013 ci ha decisamente rimesso in pace col mondo.
Gennaio inizia coi buoni propositi di riemetterci in pista per ritentare di diventare genitori e la fine del mese ci vede felicissimi con un test di gravidanza positivo tra le mani.
Febbraio mi vedrà al lavoro solamente tre giorni, dopodiché una nausea fortissima e invalidante si impadronirà di me facendomi fare anche una simpatica gita all'ospedale , dove me ne starò una giornata in compagnia di flebo idratanti e di farmaci antiemetici, che però non avranno effetto.
Marzo trascorre interamente come il gemello sopra, chiusa in casa a tirare su l'anima . memorabile il ricordo della notte di Pasqua, trascorsa interamente in bianco ad abbracciare il wc, fino alle 8 del mattino, ora in cui sfinita svengo nel letto.
Aprile vede la mia sorellina laurearsi e io non riesco nemmeno a presenziare , troppo forte ancora la nausea mi attanaglia . I medici concordano nel concedermi l'astensione anticipata dal lavoro.  A metà mese magicamente la nausea comincia a scemare, me ne accorgo dal fatto che riesco finalmente a bere dal bicchiere, e non col cucchiaino come ho fatto finora.
A Maggio finalmente posso dire di stare bene, la nausea se ne va definitivamente lasciandomi con 8 chili in meno e una pancetta che comincia a spuntare. Le giornate sono lunghe e io posso posso finalmente godermi la mia maternità. Nel frattempo si ripresenta alla mia porta il solito Svania per preparare l'esame di maturità (ops...di Stato) portando con sè la sua compagna Ansiosissima, con la quale ripasso tutte, e dico tutte le materie per ben TRE e dico TRE ore al giorno.
Giugno idem come sopra, trascorre tranquillo e senza intoppi. Svania e Ansiosissima frequentano quotidianamente, sabato compreso, la mia casa. Io, oltre a ripassare inglese, italiano, storia e psicologia, imparo materie come fotografia a design, oltre a preparare la tesina a entrambi. AmicaOstetrica partorisce l'amichetta del mio Cippi . Glielo avevo promesso  quando a Dicembre 2012 mi aveva annunciato  la sua gravidanza, le avevo detto che avrei fatto in modo che il suo pargolo/a avesse un amichetto/a coscritto, così come lo eravamo noi due. Beh, ho mantenuto la promessa direi. Lei affitta una casa in montagna per i mesi di Luglio e Agosto dicendomi che mi aspetta per trascorrere le vacanze. Penso finalmente ad una estate senza lavoro intenso e a vacanze lunghe e al fresco. Purtroppo la beatitudine dura poco perchè a....
Luglio la situazione precipita , i medici si accorgono che il mio collo dell'utero si è pericolosamente accorciato , rischio un parto fortemente prematuro e si ventila un ricovero per me con trasferimento verso un ospedale più attrezzato dotato di reparto di terapia intensiva neonatale. Dopo un pomeriggio di panico e lacrime mi lasciano tornare a casa con l'ordine ben preciso di non alzarmi dal letto per nessun motivo. Le ultime lezioni con Svania  e Ansiosissima si svolgono con loro seduti al tavolo e io sdraiata sul divano... ma alla fine sostengono i loro esami e mi lasciano in pace. Purtroppo non posso presenziare nè alla laurea dell'amica Princess e nemmeno al matrimonio dell'amica CryGuitarHero . Mi viene contemporaneamente diagnosticato il diabete gestazionale con annessa dieta ferrea. Il resto del mese e
Agosto trascorrono a letto, beatamente e forzatamente a letto, mentre Rhett, mamma e sorelle gestiscono la casa al mio posto. Mia zia, avida lettrice, mi presta un sacco pieno di libri bellissimi. Ne approfitto per leggere come non ho mai fatto nella vita.
Arriva la fine del mese, ovvero la mia 34esima settimana di gravidanza e finalmente mi posso alzare dal letto. AmicaOstetrica mi aspetta in montagna ma io mi trovo ad affrontare nuovi problemi: ora la pancia è esplosa e il bimbo è grosso, mi preme sul diaframma e mi causa difficoltà respiratorie, ovvero non riesco a stare seduta, devo stare solo in piedi o sdraiata. Viaggiare in auto per più di mezzora mi diventa difficoltoso e quindi devo rinunciare definitivamente alla vacanza in montagna. Vado finalmente dal parrucchiere ad aggiustare la mia folta chioma ma nel bel mezzo del taglio mi sento male, sono stata seduta troppo tempo (15 minuti!!) e soffoco. Mi alzo ma mi gira la testa e mi fanno accomodare su un divanetto, così, coi capelli bagnati e mezzi tagliati. Chiudo gli occhi e li apro qualche attimo dopo trovandomi davanti lo sguardo terrorizzato del parrucchiere che mi offre bustine di zucchero.
Insomma questa gravidanza diventa sempre più penosa , tirando le somme sono stata bene solo due mesi , maggio e giugno,nel complesso  è iniziata male e sta per finire peggio. Il tutto mentre sui giornali e sul web sono bombardata dalle varie Belèn,Kate Middleton e Hunziker che saltellano di qua e di là, che se ne vanno ovunque  e fanno tutto quello che vogliono col suo pancione mentre io non mi reggo in piedi. Non è giusto!!!
A Settembre AmicaOstetrica torna dalla montagna con la sua piccola e riesce ad accompagnarmi alle ultime ecografie . Per via del diabete gestazionale il piccolo cresce molto e la primaria decide di indurmi il parto alla 38esima settimana, che inizierebbe il 16 settembre.
Venerdì 13 Settembre il mio Cippi , con ben tre settimane di anticipo sulla data presunta parto decide di fregare tutti e di affacciarsi al mondo da solo,senza aiuti e senza problemi, facendosi così perdonare la travagliata gravidanza. Tutto il resto è storia.
Ottobre, Novembre e Dicembre trascorrono in un batter d'occhio, intensamente.Sono mamma e ancora non ci credo! Il mio piccolino mi impegna tantissimo. Viviamo in simbiosi, ovvero se io dormo lui dorme, se io mi sveglio lui si sveglia, se io mi allontano se ne accorge e brontola. Mentre scrivo è a letto con Rhett ma lo sento rognare, mi aspetta nel lettone!!
Insomma il 2013 è stato ben impegnativo ma colmo di felicità, ho affrontato tutto con preoccupazione ma anche con tanta trepidazione e immensa gioia.
Chissà cosa mi aspetta nel 2014. Innanzitutto il ritorno al lavoro, che avverrà a metà marzo e quindi la vera prova di gestione del mio Cippi...
Mah, nel frattempo me lo godo intensamente il più possibile.
Buon anno a tutti !!

venerdì 13 dicembre 2013

La cosmopolita

Avevo una compagna di classe al liceo, ritrovata ora su facebook.  La sua storia è un po' particolare.
Figlia di un ingegnere , ha trascorso quattro anni di scuola elementare in Arabia Saudita, a Rihad, ovviamente in una gabbia dorata , scuola internazionale ,compagni di tutte le nazionalità ecc ecc
Tornata in Italia ha frequentato le scuole medie , poi il primo anno di liceo con noi dopodichè ci ha lasciati per prendere il volo e studiare da sola in un college inglese. Si è diplomata e in seguito laureata. ha avuto  esperienze di lavoro in Germania e in America per poi tornare definitivamente in Italia, dove si è fidanzata, sposata e ha avuto due bambine. Dopo il fallimento dell'azienda presso cui era impiegata non è più riuscita a  trovare lavoro, se non come insegnante privata di inglese.
Ha sempre attirato le invidie di molte mie compagne di scuola e molte sue amiche, è sempre stata vista come una fortunata COSMOPOLITA che ha avuto la possibilità di fare tantissime esperienze in giro per il mondo.
Io sinceramente ho sempre visto un velo di tristezza nei suoi occhi: da piccola ha viaggiato molto, ma sempre come minore non accompagnata, tra i suoi genitori là, i nonni di qua e i tutor dall'altra parte ancora. Io per lavoro li vedo e li accompagno a bordo, questi bambini trattati come pacchi e mi si stringe il cuore ogni volta.
I suoi genitori vivono tuttora negli Emirati Arabi, ad Abu Dhabi e non hanno nessuna intenzione di tornare in Italia.

Il suo problema attuale secondo me è un distacco tremendo da TUTTO ciò  che la circonda.

Hanno eletto un Papa nuovo?
Non le interessa proprio, la cosmopolita ha vissuto in Arabia Saudita gran parte della sua infanzia, non c'era modo di avvicinarsi a un credo religioso, quindi non le interessa proprio.

Si avvicina Natale? 
Non le interessa proprio, la cosmopolita ha vissuto in un posto dove il Natale non veniva considerato, non l'ha mai sentito, perchè farlo ora?

Regali?
Non le interessano proprio, idem come sopra.

Carnevale?
Non le interessa proprio. Cos'è? Nelle altre parti del mondo non esiste.

E via così. Ma lei è cosmopolita. Lei è open-minded. Vuoi mettere vivere ogni cinque anni in una nazione diversa?

Per Natale ha annunciato al mondo che siccome non le interessa assolutamente festeggiarlo, non vuole sentire parlare di albero, presepe, regali, pranzi, tombole ecc ecc prenderà la sua famiglia e si farà un bel VIAGGIO.

Certo cara. Sarai anche fortunata , ma io con te non faccio cambio.  

E allora qui spunta la riflessione: spesso invidiamo chi sembra cittadino del mondo, quando in realtà la maggior parte delle volte costoro pur di adattarsi a realtà diverse non hanno fatto altro che sterilizzare le proprie vite annullando le proprie radici , le proprie tradizioni, annullando ciò che erano. 

Ne vale proprio la pena? Si è davvero felici così?



domenica 8 dicembre 2013

In una nuova dimensione

Eccomi, finalmente riesco a buttare giù due righe. Come si evince, non ho più tempo per scrivere nulla, riesco comunque a leggere i vari blog e a lasciare qualche commento, poi stop. Il fatto è che il mio bellissimo Cippi è un bimbo un po' impegnativo dal punto di vista del sonno. Lui non fa dei bei sonni lunghi e profondi, no, lui non dorme, si APPISOLA. Ci metto un sacco di tempo per farlo addormentare, poi lo adagio nella sua carrozzina e dopo 5 minuti......GNEEEEAAAHHH!!! E la catena ricomincia.... 
La notte dormicchia un po'di più, ma spesso mi ritrovo ad addormentarmi prima di lui e mi sveglio perchè ... si sveglia lui! Risultato, zero tempo per me.
Sì ammetto è un po' viziatello, si addormenta solo in braccio e di notte vuole dormire nel lettone. Non in mezzo però...eh no...bensì SUL MIO CUSCINO, tempia contro tempia, poi si lascia scivolare giù e va a ficcare il naso  e le manine nella scollatura della mia camicia da notte.Ecco, noi si dorme così. Purtroppo non riesco a farne a meno, da una parte perchè è l'unico modo per farlo addormentare sereno e dall'altra perchè....è troppo troppo bello addormentarsi così abbracciati, è una sensazione unica e indescrivibile, che fa bene a me e a lui, e sinceramente non vedo perchè dovremmo privarcene.
A nulla è valso preparare la culla di vimini che fu di Rhett, rifarne l'imbottitura, comprare materassino e cuscino nuovi, addobbarla con lenzuolini ricamati dalla zia di Rhett e con copertine di lana sferruzzate dalla  mia , di zia. No , proprio non gli va.
Ci abbiamo provato eh, ma sembrava lo stessimo abbandonando nella cesta di Mosè, quando fu affidato alle acque del Nilo.  Urla e strepiti. Vuoi mettere il cuscino della mamma?
Di giorno non riesco a fare proprio nulla, e quando arriva Rhett gli lancio il bimbo in braccio, almeno per fare una doccia. Però il piccolo Cippi è un gran mammone e in braccio al papi rogna, fino a che Rhett me lo riconsegna accompagnato da un "vuole te".....
E intanto le copie di Vanity fair, a cui sono abbonata, si accumulano incellofanate sul comodino, da circa tre mesi....riuscirò mai a smaltirle?
Data questa premessa , devo dire che essere mamma è davvero un'esperienza magica e bellissima. Ogni giorno guardo il mio bambolotto con la consapevolezza che cresce troppo in fretta, che me lo devo godere momento dopo momento perchè piccolo così non lo sarà più.
Ora comincia a fare i primi sorrisini, a guardarmi con gli occhi da innamorato e a fare qualche gorgheggio...
Questa è una fase che mi piace proprio tanto, in piena puericultura. Sono entrata in una nuova dimensione e ne sono felice...Questa nuova atmosfera composta da biberon, scaldabiberon,  fasciatoio, pannolini, portapannolini, bagnoschiumi, piccoli accappatoi, sacchi nanna, lenzuolini ricamati, copertine ... marsupi (dove non vuole entrare) , sdraiette (dove non vuole stare) e culle (non azzardatevi a mettermi lì dentro!) mi piace da impazzire. Ho anche scoperto, ahimè, l'esistenza di questi store dove ci sono tutte cose per bimbi e si salvi chi può, comprerei tutto!Ci sono un sacco di articoli di tutte le marche e io divento matta a provarle TUTTE. E così via a provare tutti i tipi di pannolini (non sono ancora riuscita a convincere marito a usare i pannolini lavabili, ma prima o poi ce la farò), tutti i tipi di salviettine, di cremine per il sederino, di traversine salvafasciatoio e salvacarrozzina....
Ne parlo con le amiche , anch'esse neomamme o con bimbi poco più grandi del mio Cippi e la frase più ricorrente e che comunque mi tranquillizza è: è tutto normale cara, sei solo entrata nel magico mondo delle mamme!!